Una Lazio mai vista. Un incubo. Biancocelesti sonoramente battuti da un ottimo Cagliari per 4-1. Tutto da rifare per una squadra che sogna la Champions e che, in una botta sola, è stata superata da Palermo e Roma. La Lazio parte bene, e dopo 3′ è avanti grazie a Rocchi, imbeccato alla perfezione da Mauri. Ma è solo un fuoco di paglia perché i sardi impiegano due minuti a rimettere tutto in parità con Jeda che, quattro minuti più tardi, sigla anche il vantaggio. Biancocelesti frastornati, ma certi di poter ribaltare, così com’è spesso avvenuto in passato, la gara. Il Cagliari, però, al contrario della Lazio gioca un buon calcio e mette in costante difficoltà i padroni di casa. Al 21′ l’ennesima distrazione difensiva consente al Cagliari di ottenere un calcio di rigore che Acquafresca trasforma in grande scioltezza. La Lazio è sotto choc mentre il pubblico inizia a mugugnare. Ma il peggio deve ancora arrivare. Minuto 41, a tagliare le gambe definitivamente ai biancocelesti ci pensa Matri, che trova un gran colpo di testa che fissa il risultato del primo tempo sul 4-1. Rocchi, infatti, un minuto dopo spedisce a lato un rigore molto generoso concesso per un inesistente fallo di Marchetti in uscita su Mauri.
La ripresa inizia subito con un altro rigore. Questa volta sul dischetto ci va Zarate, dopo aver avuto il benservito da Rocchi che in occasione del primo aveva levato il pallone dalle mani dell’argentino. Un attento Marchetti, però, para il tiro.
Il pomeriggio biancoceleste diventa così un incubo. La Lazio prova a reagire, ma la palla non ne vuole sentire di entrare. Intanto sale la rabbia dei tifosi, acuita dai tabelloni che aggiornano sui gol dei cugini giallorossi a Napoli. I tifosi ne hanno per tutti, per Rossi, ma soprattutto per Carrizo, al quale vengono riservati diversi olè ironici ogni volta che agguanta il pallone. Contestato aspramente anche Rocchi al momento della sostituzione. Alla fine un boato di fischi accompagna i giocatori negli spogliatoi. L’incubo è finito. Almeno per il momento.
Fonte: Leggo
