Udinese-Lazio, è come una finale

Un percorso assai simile: dalle sabbie mobili della scorsa stagione ai sogni europei più ambiziosi. Il tutto passando attraverso un mercato oculato ma non rivoluzionario e nel segno di due tecnici che, dal lungo girovagare in provincia all’allergia verso i toni alti, hanno più di un punto in comune. Udinese-Lazio, oggi alle 15 al Friuli, è la sfida tra le due sorprese più liete dal campionato. Ma tutto questo passa in secondo piano di fronte alla posta in palio. Perché viene un momento in cui i complimenti vanno messi da parte e si deve pensare solo all’obiettivo, specie dopo che il pareggio della Roma contro il Milan tricolore ha offerto l’ennesimo match point per il quarto posto. Sì, proprio l’unico rimanente per Champions League. Moltissimo della volata per l’Europa che conta passa proprio oggi dal Friuli, in una gara che Edy Reja definisce «fondamentale ma non decisiva». La Lazio si presenta alla partita dell’anno ancora una volta in emergenza. Rispetto alla formazione tipo almeno tre assenze: quelle di Radu infortunato e di Ledesma e Mauri squalificati. Prenderanno il loro posto Garrido, Matuzalem e Gonzalez, mentre Reja può perlomento sorridere per il recupero di Sculli, che è stato regolarmente convocato ma partirà dalla panchina. Formula inedita per l’attacco: la linea dei trequartisti sarà composta da Gonzalez a destra, Hernanes al centro e Floccari a sinistra. Zarate unica punta. In realtà, ha spiegato Reja, gli ultimi tre avranno ampia libertà di movimento per non dare riferimenti alla difesa dell’Udinese, anche se in fase di non possesso ci dovrà essere sempre qualcuno pronto a chiudere fino a centrocampo le discese di Isla. Al di là delle alchimie tattiche, però, conterà soprattutto l’aspetto psicologico. «Dopo la Juventus eravamo molto abbattuti – ha detto Reja – ma durante la settimana ci siamo ripresi e abbiamo lavorato molto bene. La squadra è in forma ed è lucida. Caratteristiche che dovremo mostrare anche a Udine: bisogna partire subito forte, essere freddi e concreti senza farsi sopraffare dal nervosismo, anche perché abbiamo già pagato un conto salato in termini di espulsioni, squalifiche e diffide».

Il Tempo

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