L’asta per Pandev si è ufficialmente aperta. Era quello che voleva Lotito che avrebbe preferito non privarsi del macedone, ma che dopo l’ennesima richiesta di cessione (è l’unico assente nella lista dei giocatori che stanno effettuando in questi giorni le visite mediche per la prossima stagione), ora vuole ottenere il massimo dalla sua vendita. Sono cinque le pretendenti, tre in Italia (Milan, Fiorentina e Juventus) e due all’estero (Tottenham e Bayern Monaco).
La novità riguarda la società rossonera che già pensa all’eventuale sostituto di Kakà, corteggiato dal Real Madrid. Galliani sarebbe pronto ad offrire al club di Lotito Borriello e 5 milioni di euro. Alla Juve, invece, il patron biancoceleste ha già chiesto in cambio Iaquinta, ma la dirigenza bianconera non appare orientata a privarsi dell’attaccante. Più complicata la trattativa con la Fiorentina: i viola non sono disposti a versare per intero i 20 milioni chiesti dalla Lazio, e vorrebbero inserire nell’operazione Adrian Mutu. Entro la fine della settimana Lotito ha in agenda diversi incontri a Villa San Sebastiano, soprattutto con Juve e Milan, poi deciderà il da farsi.
Le altre due offerte, come detto, vengono dall’estero: in Inghilterra sono certi che il Tottenham sia pronto a sborsare 27 milioni di euro. Il Bayern Monaco invece, che cerca il sostituto di Ribery, è pronto a tirare fuori una cifra da capogiro: ben 30 milioni. Ma bisognerà vedere se la dirigenza tedesca sia realmente disposta ad investire tutti quei soldi.
Lotito, intanto, torna a parlare del futuro di Rossi: «Prima di avvicinare altri allenatori, devo dare una risposta a Rossi. Se non troveremo un punto di incontro, sperimenteremmo altre situazioni. Zenga? Gli allenatori sono tanti, ognuno ha delle prerogative». L’ex tecnico del Catania intanto è pronto a portarsi a Roma Biagianti, centrocampista venticinquenne.
Ieri, infine, l’arrivederci di Zarate, volato in Argentina per le vacanze: «Per la conclusione della trattativa con l’Al Sadd non è ancora tutto completo – ha detto a Radioradio – ma è certo che il 5 luglio sarò ancora qui».
FOnte: Leggo
