Tor di Valle: numeri e tempi dopo il sì della Conferenza Servizi

Entro stasera dalla Conferenza Servizi incardinata presso la Regione Lazio dovrebbe arrivare il fatidico sì allo stadio di Tor di Valle, progetto prodotto dai proponenti James Pallotta e Luca Parnasi che, ricordiamo, non consegnerà alla Roma uno stadio di properietà. La luna storia dell'impianto sulla Via del mare parte da lontano, come ricorda Il Tempo dal punto zero datato  26 marzo 2014 sono passati 1350 giorni. In quell'occasione l'allora sindaco Ignazio marino, insieme al presidente James Pallotta, illustrò la prima vesrione della struttura, quello per intenderci con le totrri poi cancellata dalla rivisitazione a 5 Stelle della Giunta Raggi. Dopo il sì di stasera partirà un altro lungo percosro, in primis   va redatta la Convezione Urbanistica, un vero e proprio contratto tra i proponenti e il Campidoglio, carte conteneneti tutti i singioli passi sia per arrivare ad alzare la prima pietra sia per inaugurare lo stadio della “P giallorossa. Oggi in particolare si dovrebbe  capire se il testo sarà scritto in Conferenza dei Servizi oppure se verranno solo fissati i vari paletti e il contratto vero e proprio sarà redatto dall’Assessorato all’Urbanistica comunale: in ogni caso, la Convenzione dovrà essere ratificata dal voto del Consiglio comunale. Insieme alla Convezione bisognerà sigillare la variante urbanistica al PRG capitolino: la Conferenza dei Servizi produrrà un verbale di fine CS nel quale  saranno indicate tutte le prescrizioni e condizioni che dovranno essere recepite nei progetti esecutivi. Tale documento sarà prima adottato dalla Giunta regionale, quindi verrà telecomandato alla sindaca, Virginia Raggi, che, per legge, dovrà presentarla all’adozione dell’Assemblea capitolina, nella “prima seduta utile”, spiega ancora Piazza Colonna; senza entrare nel dettaglio tecnuico, per vedere le ptime gru servirannoa lemno 7 mesi. Come scritto negli ultimi giorni, la quadra è stata trovata grazie all'intervento sul Ponte di Traiano da parte del Governo, leggi PD, così come ribadito ieri dal ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio: “Abbiamo messo 23 miliardi nel contratto di programma con l'Anas, che dal 1 gennaio 2018 vedrà anche l'integrazione con Ferrovie. Non vedo difficoltà a trovare i fondi e non c'è alcun definanziamento del Ponte dei Congressi”. I ponti per lo stadio di Pallotta e Parnasi quindi li pagheranno i privati: si attendono a breve le carte di Lotito, un'altra epoepa urbanistica che riserverà tante sorprese.  
 

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