Attende ormai da giorni una chiamata che forse non arriverà mai, o magari quando sarà troppo tardi. Rossi si è rifugiato a Foggia per smaltire le fatiche di un inverno lungo e travagliato, rassegnato ormai a considerare la Lazio un bel ricordo del passato. In questi giorni è stato contattato da diverse società, con il Palermo dell’ex diesse Sabatini in testa, ma ha chiesto tempo, perché come ha detto lui stesso «la priorità è la Lazio». Il silenzio di Lotito, però, lo ha ferito, come tecnico ma soprattutto come uomo. Il lungo incontro avvenuto dieci giorni fa a Villa San Sebastiano con il presidente biancoceleste, durato oltre cinque ore, non ha avuto nessun seguito. Rossi attende ancora un segnale, una risposta, perché la speranza di restare alla guida della Lazio è forte. Il tempo stringe e, prima di operare sul mercato, la società biancoceleste deve decidere chi siederà sulla panchina per pianificare al meglio il futuro. Lo farà entro la settimana.
In questi giorni Lotito, in cerca del tecnico ideale, ha avuto diversi contatti telefonici e si sarebbe anche incontrato con Ballardini, che nei giorni scorsi ha salutato Palermo. «Ma non è vero», ha precisato l’ex allenatore rosanero, che però ha confermato di essere venuto a Roma, «ma per prendere mia moglie e i miei tre figli».
Il candidato numero uno, resta Zenga, che già la corsa settimana si era visto con Lotito. Gli è stato proposto un contratto annuale, con opzione per altri due, a quattrocentomila euro. La cifra non è stata gradita dall’ex tecnico del Catania, anche se il presidente biancoceleste ha proposto una serie di premi per eventuali traguardi raggiunti, che farebbe lievitare l’ingaggio. Zenga sta riflettendo, anche perché la Lazio è una grande opportunità, di quelle da non lasciarsi sfuggire. Il vero pallino di Lotito si chiama Allegri, ma i pessimi rapporti con Cellino, rendono l’operazione praticamente impossibile
Fonte: Leggo
