Scommesse, oggi il deferimento per Conte?

La giornata di Antonio Conte, Massimo Mezzaroma e delle responsabilità a vario titolo, addirittura otto tra dirette e oggettive secondo quanto riesce a filtrare dal portone blindatissimo della Procura federale. Sulla cinquantina di soggetti deferiti, la linea dura di Stefano Palazzi sarebbe stata confermata nelle ultime riflessioni che hanno accompagnato la fase delle firme e della spedizione via corriere dell’incartamento, ieri pomeriggio poco prima delle cinque. Tutto top secret, dalle consegne alla Disciplinare alle notifiche di stamani, un silenzio che i più stretti collaboratori del super procuratore hanno avuto ordine di mantenere per non creare disparità o storture e, forse, per evitare giochi pericolosi sui media che potrebbero aggiungere tensione a rapporti già tesi. Tipo con la Juventus, con cui la Figc ha in ballo una causa al Tar, in autunno. Tanto rigore nel far rispettare il silenzio sembra l’accorgimento ad hoc per limitare l’impatto mediatico su Antonio Conte e sul club bianconero, gli avvocati di parte si attendono il rinvio a giudizio anche se mordono il freno per sapere quale sia la contestazione: illecito o omessa denuncia? Cambia tutto, dalla carriera dell’allenatore ai programmi di rinascita del club, eventualmente costretto a ripartire con un nuovo progetto, nuove idee e un nuovo tecnico. L’illecito è una macchia quasi indelebile (si rischiano 3 anni di squalifica, si può smussare, ma serve la collaborazione totale), l’omessa denuncia è un’ombra che può essere notevolmente ridimensionata con il patteggiamento, anche se il tecnico ha detto più volte «no» alla linea del compromesso. La speranza di non essere nel plico dei deferimenti sembrerebbe, comunque, pari a zero. I segnali che il pool della Juve ha intercettato dalla Procura non sono positivi, danno il senso dell’inevitabilità del prossimo procedimento. Tanto che già si pensa alla fase del dibattimento, dal 2 agosto all’ex Ostello della Gioventù, alla strategia che possa consentire ad Antonio Conte a alla Juve di uscire senza le ossa rotte dal processo-bis sul calcioscommesse. La bussola che ha orientato i federali è Filippo Carobbio, le sue parole valgono per tutti soprattutto se vengono confermate nell’incrocio dei riscontri. E le oltre venti dichiarazioni firmate dai giocatori che Conte allenò nel Siena alla conquista della serie A possono valere altrettante denunce omesse. I pentiti sono lo scheletro dell’accusa e i criteri sui quali la Procura ha condotto la propria indagine sono gli stessi usati l’anno scorso e a giugno di quest’anno; la mano pesante di Palazzi è il filo rosso che ha legato i vari processi ed è stata confermata anche per il prossimo. Nessun occhio chiuso, insomma. Il reato di omessa denuncia dovrebbe essere contestato a Leonardo Bonucci e Simone Pepe, sui quali pendono le accuse di Andrea Masiello, filone barese. I due sono finiti nell’inchiesta per il pregresso nel Bari e nell’Udinese, tirati dentro per un pari over combinato tra i due club che ora rischia di fargli saltare la prima parte della stagione. Anche il Bologna rischia grosso in questa infornata, c’è un’omessa denuncia di massa che pende sullo spogliatoio dei rossoblù, la Procura crede al pentito e non a Portanova. Dovrebbe restare fuori dal plico tutta la parte napoletana, rimandata a settembre insieme alla parte del filone cremonese (e di Genova) ancora sotto inchiesta. Napoli, Lazio, Genoa, Milanetto, Sculli, Criscito: il sollievo è a tempo.

Andrea Arzilli

Corriere della Sera

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