Scommesse, il pentito Gervasoni cambia le classifiche

Le prime sentenze della giustizia sportiva sulla nuova stagione dello scandalo scommesse lasciano spazio a diverse riflessioni. Il punto di partenza non può che essere la credibilità di uno dei due grandi pentiti, Carlo Gervasoni: è sulle sue dichiarazioni che la procura guidata da Stefano Palazzi ha costruito l’accusa sostenuta in dibattimento e, sulle sue verità, ruotano i verdetti resi noti ieri dalla Commissione Disciplinare. Gervasoni non dice falsità, dunque. Ma se le sue ricostruzioni non hanno il sostegno di almeno un riscontro, o appaiono contraddittorie, l’accusa rischia di cadere davanti al collegio giudicante: così nel caso, ad esempio, dell’ex giocatore del Novara, Rjiat Shala, prosciolto da ogni addebito, o dell’ex portiere dell’AlbinoLeffe Achille Coser, uscito dal processo perché giudicato non colpevole. Le sentenze della Disciplinare dicono anche che se le società fanno uno scatto in avanti, combattono il fenomeno delle scommesse fino ad autodenunciarsi e si impegnano in un’azione di profonda prevenzione – questo il caso del Novara – la responsabilità oggettiva, di fatto, viene applicata in modo meno punitivo. E poi dalle ottanta pagine di motivazioni emerge un’interpretazione del potenziale reato di omessa denuncia da parte di giocatori o allenatori che potrebbe fare giurisprudenza per gli attesi, e ormai prossimi, procedimenti: se un tesserato non denuncia perché, oggettivamente, non era nelle condizioni di percepire il pericolo di un’eventuale combine – vedi il caso dell’ex tecnico del Grosseto, Maurizio Sarri – c’è l’assoluzione. Ora, una volta lette le motivazioni, le parti avranno due giorni di tempo per presentare i ricorsi: poi l’appello. Intanto, continua il lavoro della procura per arrivare ai deferimenti per il secondo processo sulle scommesse: il procedimento sportivo che vedrà sotto i riflettori soprattutto società di serie A comincerà dopo la metà di luglio.

Novara “premiato”
La società piemontese vede riconosciuta dalla Disciplinare «l’attenuante per l’ampia e idonea attività di prevenzione puntualmente documentata e per aver provato a combattere il fenomeno delle scommesse – si legge nelle motivazioni – arrivando a denunciare una propria gara sospetta per flussi anomali (Napoli-Novara 2-0 del 21 aprile scorso, ndr)». Tradotto: i 6 punti e l’esclusione dalla Coppa Italia richiesti da Palazzi, da ieri, diventano più leggeri perché il Novara dovrà scontare una penalizzazione di 4 punti nel prossimo campionato di B. Fra i club penalizzati, anche l’AlbinoLeffe annuncia ricorso: alla società bergamasca non ha fatto cambiare idea nemmeno lo sconto da 27 a 15 punti di penalizzazione, riduzione legata al fatto che dalla partite incriminate l’AlbinoLeffe non ha tratto praticamente vantaggio in classifica.

Gervasoni si fa suggerire
Chi esce dallo scandalo scommesse è invece Rjiat Shala, all’epoca dei fatti contestati giocatore del Novara. Shala si era trovato al centro della combine di Chievo-Novara perché Gervasoni aveva fatto il suo nome. «Ricordo che gli slavi consegnarono a un albanese che giocava nel Novara, adesso che me ne fate il nome confermo che dovrebbe trattarsi di Shala, la somma di circa 150 mila euro…», così il pentito nell’interrogatorio davanti ai pm di Cremona. Ma «incerte – per la Disciplinare – sono le modalità di identificazione da parte di Gervasoni, con riferimento al cognome dell’incolpato, suggerito in pratica dagli inquirenti, e alla sua nazionalità… ».

Solo indizi, Coser assolto
Gervasoni dice che è uno dei protagonisti della combine per Frosinone-AlbinoLeffe. Filippo Carobbio, altro pentito dello scandalo scommesse, non fa il suo nome quando gli inquirenti lo interrogano su quella partita. Così per Achille Coser, ex portiere dell’AlbinoLeffe, la Disciplinare scrive che «non sussistono elementi per affermare la responsabilità» e «incerti e non concordanti appaiono gli indizi raccolti a suo carico».

Guglielmo Buccheri

La Stampa

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