Roma-Lazio è derby totale

Un derby totale, globale. A tutto campo, fuori dal campo, aspettando di sfidarsi all’Olimpico. La polemica De Rossi-Lotito, deflagrata a Oslo, è il frutto di vecchie divergenze e delle nuove ruggini accumulate durante la campagna elettorale: i calciatori erano contro il candidato di Lotito e delle leghe, e la Roma era contro le scelte del presidente laziale e della Lega di Serie A. E poi c’è il caso Bologna: una società in vendita, un presidente molto vicino a Lotito che però starebbe per vendere a un gruppo che porterebbe gli emiliani nell’orbita giallorossa.

De Rossi-Lotito. De Rossi contro Lotito, Lotito contro De Rossi. La notte di Oslo ha confermato la fondatezza del grande timore emerso in tutta la sua forza già dalla partita di Bari con l’Olanda: e cioè che la presenza del presidente della Lazio (e consigliere federale) al seguito degli azzurri potesse in qualche modo portare in Nazionale l’inevitabile carico di tensioni del campionato. Tensioni che fisiologicamente si accumulano nell’arco di una stagione e a volte anche prima che il campionato prenda il via, come dimostra l’infuocata campagna elettorale che ha portato all’elezione di Carlo Tavecchio. Qual è stato il primo “caso” scoppiato a Coverciano la scorsa settimana? Semplice, la gestione dell’infortunato Chiellini: da una parte la Figc, dall’altra la Juve (che non votava per Tavecchio). E prima ancora, cos’era accaduto? Altrettanto semplice: i malumori filtrati dallo spogliatoio azzurro, con De Rossi in testa, per il presenzialismo del presidente laziale alla vigilia e la sera di Italia-Olanda.

Botta e risposta. Martedì sera, dopo la vittoria con la Norvegia, Daniele De Rossi ha parlato con la solita franchezza. E l’ha fatto dopo una lunga settimana durante la quale i compagni in azzurro, a turno coinvolti nelle conferenze stampa di rito, avevano un po’ smorzato i toni sul caso Lotito: ai malumori fatti filtrare a microfoni spenti, infatti, erano seguite parole più concilianti. A partire dal capitano Buffon – «Ve ne accorgete solo adesso? Era presente anche altre volte. A me non dà fastidio» – e passando anche per il neo-giallorosso Davide Astori: «La sua non è stata una presenza ingombrante». Segno evidente che la squadra ha scelto di seguire la linea dettata dal ct Conte: pensare al campo, non farsi trascinare in polemiche di carattere politico. Un concetto espresso martedì sera dallo stesso De Rossi – «come ha detto il mister, cerchiamo di parlare meno possibile del discorso politico» – quasi a sottolineare certe differenze tra lui e gli altri in termini di diplomazia.
De Rossi ha parlato di un malumore personale, di «certi fastidi miei che non è detto siano gli stessi del gruppo», chiudendo con una battuta al veleno: «Mi dicono che è giusto che alcuni di questi consiglieri stiano lì, speriamo però che, visto che sono ventuno, non vengano tutti e ventuno, altrimenti non c’entriamo più sul pullman…». La replica di Lotito è stata immediata: «Non sono un consigliere federale, ma molto di più». E’ nel comitato di presidenza della Figc, ha la delega per le riforme dello statuto ma non, in effetti, quella per la Nazionale: il presidente Tavecchio ha avocato a sé la gestione del Club Italia. Dopo il botta e risposta televisivo, nulla da segnalare durante il volo di rientro per l’Italia, a parte una “disputa” per una bottiglietta d’acqua (dello sponsor) bloccata ai varchi di sicurezza…

Ruggini elettorali. De Rossi, come tutti i calciatori, si è esposto a favore di Demetrio Albertini, candidato di Aic e Assoallenatori. Schierandosi, di fatto, contro il candidato di Lotito, che l’aveva apostrofato così a inizio agosto: «Ora parla pure De Rossi! I dipendenti dovrebbero fare i dipendenti».

il nodo bologna. De Rossi-Lotito è un modo per raccontare Roma-Lazio, derby infinito. Ma l’ultimo caso, in ordine di tempo, è quello legato al futuro del Bologna. Il cui presidente, Guaraldi, è molto vicino a Lotito ma sta trattando la cessione del club (anche) con la cordata organizzata da Tacopina, appena uscito dal cda giallorosso, che per i dirigenti coinvolti (da Fenucci al possibile ds Sensibile) sostanzialmente sposterebbe il Bologna, oggi nell’area di influenza del presidente della Lazio, nell’orbita della Roma. Guaraldi ha tenuto aggiornato Lotito sulle trattative nelle ultime 48-72 ore, ora sta valutando anche una proposta di una cordata di imprenditori romani.
Di sicuro, chi conosce bene il pensiero di Lotito, sa che il patron della Lazio non guarda di buon’occhio gli stranieri nel calcio italiano, sintetizzando la sua posizione con una frase: «Io sono per gli imprenditori, gli altri sono prenditori». Ovvio che a maggior ragione non guarderebbe di buon occhio investitori stranieri vicini in qualche modo alla Roma. E’ derby anche questo.

Ettore Intorcia

Corriere dello Sport

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