Rocchi: La panchina? Speravo di giocare

Il primo a presentarsi in sala stampa è il presidente della Lazio, Claudio Lotito. Il cui pensiero è quello di frenare i facili entusiasmi: «La classifica attuale? Abbiamo l’obbligo di vivere alla giornata, anche se giocando gara dopo gara con determinazione e fermezza. Stiamo dimostrando che questo collettivo vale, anche se qualche volta, per colpa di fatti imponderabili, non si riesce a vincere sempre».

STRISCIONI POLEMICI – Il numero uno biancoceleste elogia poi Muslera, ribadisce le proprie certezze sul futuro di Delio Rossi («Mai pensato a sostituirlo»), quindi commenta uno striscione apparso in curva, che chiamava in causa due vicende abbastanza scottanti che lo riguardano in prima persona: «Io avrei accusato degli ultras della Lazio? Non è vero, ho parlato di cose in senso generale, poi le istituzioni hanno fatto il loro corso, com’è giusto e logico che sia. La fedina penale del sottoscritto? Si vedrà alla fine dell’iter giudiziario. La mia coscienza è serena e tranquilla. Sono certo che la giustizia trionferà, e si appurerà che sono estraneo alla vicenda, una vicenda che tra l’altro ha dei punti discutibili in merito alla competenza».

ROCCHI – Arrivano poi i due giocatori biancocelesti che hanno determinato, in maniera importante, il risultato. «Speravo di giocare – ha commentato Tommaso Rocchi, autore della doppietta decisiva – l’importante è poi essere entrato e aver fatto bene per me e per la squadra. Così com’è importante essere venuti fuori da un momento negativo, riuscendo anche a dare continuità ai risultati. La panchina? Certo non si entra in forma giocando venti minuti a partita».

MUSLERA – Quindi tocca a Nestor Fernando Muslera: «Sono contento, per il risultato e per la prestazione – ha detto il portiere sudamericano – certo che ricordo ancora le critiche, ma adesso veniamo da tre gare senza subire gol e sono felice, del resto si lavora per questo. Carrizo? Può giocare uno solo, e adesso sto giocando io. Ringrazio la società per la fiducia che mi ha sempre accordato. La parata più difficile? Quella in avvio su Lavezzi, si era ancora sullo 0-0, quindi è stata anche importante».

FOnte: Corrieredellosport.it

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