Tre vittorie consecutive, l’obiettivo Uefa sempre più vicino e il sogno Champions che si materializza di nuovo. Il 2-0 ottenuto dalla Lazio al San Paolo contro il Napoli ha diversi significati e conferma che la crisi biancoceleste è solo uno sbiadito ricordo. Rossi ha trovato la quadratura del cerchio: accettato il fallimento dello ZaPaRo, il tecnico ha lasciato in panchina Rocchi per dare spazio a Zarate e Pandev con il solito Foggia alle loro spalle. Scelta quasi obbligata per Rossi che in Coppa contro la Juventus ha dovuto fare a meno di Zarate, squalificato.
Il capitano, però, attraversa uno splendido momento di forma e domenica il tecnico dovrà fare i conti sul solito amletico dubbio: chi lasciare in panchina dei tre? Un piacevole dilemma, ma la scelta resta sempre difficile. Rocchi ieri ha messo la sua firma sulla vittoria con una doppietta e a fine gara, senza nessuna polemica, ha inviato un chiaro messaggio: «E’ normale che quando vado in panchina non sono mai contento. Devo dare il massimo quando sono chiamato in causa e oggi ci sono riuscito». Eppure degli otto gol segnati, sei il capitano ne ha messi a segno quando è subentrato: «Se gioco di più – ha però ribattuto Rocchi – faccio ancora più gol. Quest’anno per vari motivi ho giocato la metà delle partite che ha disputato la Lazio. L’importante tuttavia è la qualità espressa quando uno gioca».
La Lazio in ogni caso è rinata grazie e soprattutto la turn over in attacco, diventata la vera arma in più di questa squadra. La conferma è arrivata proprio ieri al san Paolo quando, nel momento di maggiore difficoltà dei biancocelesti, Rossi ha richiamato Zarate per inserire inserito Rocchi che in appena otto minuti ha chiuso il match con due gol.
Scelta azzeccata anche la conferma di Muslera, ieri il migliore i campo assieme al capitano. E’ lui il titolare, Carrizo dovrà attendere ancora parecchio prima di poter tornare a giocare.
Chi non attraversa un grande momento è Pandev, che però Rossi ritiene indispensabile nello scacchiere tattico biancoceleste, essendo l’unico in grado di fare da collante tra centrocampo ed attacco. Ora la Lazio già pensa al derby. Tra quattro giornate, l’attesa stracittadina potrebbe trasformarsi in un coinvolgente scontro diretto per la Champions.
Fonte: Leggo
