Ledesma è «un punto di riferimento», Zarate «dovrà giocarsi il posto» e la Lazio «può avere ambizioni diverse». Sono i tre concetti chiave del neo tecnico Edy Reja. Il suo arrivo ha riportato entusiasmo ma soprattutto una vittoria che mancava da tempo su un campo difficile come quello di Parma, «ma non risolve tutti i problemi» ammonisce il tecnico. «Abbiamo giocato un’ottima gara – spiega ai microfoni di Radio Anch’io Lo Sport -, ma non speravo in un risultato così positivo. Un pareggio sarebbe già stato un buon viatico, invece abbiamo vinto».
Tra i protagonisti indiscussi del Tardini, Ledesma: «Ha dimostrato negli anni di essere un punto di riferimento importante e un grande giocatore, ma tutta la squadra ha combattuto palla su palla ed era quello che volevo vedere». Reja ci tiene a sottolineare che non ha posto condizioni per venire alla Lazio: «Perché conoscevo il valore di questa squadra. Certo speravo che Ledesma si potesse recuperare, ma non ho fatto nessuna richiesta a Lotito».
Protagonista, ma escluso ad inizio gara, anche l’altro argentino Zarate: «Non mi sembrava fosse in grande condizione e preferivo Rocchi che mi poteva dare più profondità. Zarate è un giocatore importante, ma una squadra come la Lazio deve avere quattro-cinque punte. L’argentino ha fatto cose importanti ma si dovrà giocare il posto insieme a Rocchi e Floccari, credo che sia giusto così».
Primo obiettivo la salvezza, anche se Reja è certo che la Lazio merita altri palcoscenici: «E’ chiaro che dobbiamo salvarci, ritrovare la serenità e aumentare il rendimento della squadra, che finora non ha dato i risultati che tutti si aspettavano. La Lazio ha i valori per arrivare nella zona centrale di classifica, anche se bisogna aspettare un mese e mezzo per fare un punto della situazione. Dopo Parma in ogni caso mi aspetto ulteriori risposte. Questa è comunque una squadra che può avere ambizioni diverse, europee». Reja chiude parlando di Lotito: «Lo conosco da poco, abbiamo parlato solo un paio di volte. Il primo approccio è stato positivo, poi più avanti ci conosceremo un po’ meglio perché neanche io sono un tipo facile».
Enrico Sarzanini
Fonte: Leggo
