I fantasmi del passato stanno tornando a turbare i sonni di Edy Reja. L’avvio con il botto e l’improvviso quanto inaspettato calo hanno riportato la mente del tecnico a due stagioni fa quando, alla guida del Napoli, ricalcò quanto fatto vedere fino ad oggi sulla panchina della Lazio.
La somiglianza tra le due stagioni è impressionante anche se il tecnico spera ovviamente in un finale migliore, visto che sotto al Vesuvio alla fine venne esonerato. Stuzzicato sull’argomento, Reja ha sempre sottolineato: «A Napoli c’erano problemi relativi ad alcuni rinnovi contrattuali che turbarono il clima che si era creato nello spogliatoio». Nel profondo, però, il tecnico teme che quella terribile stagione possa ripetersi. Non è un caso che Reja, dopo la partita persa in casa contro il Lecce, prima abbia inviato un chiaro messaggio a tutta la squadra, sottolineando che la sconfitta non era figlia «di un problema fisico, ma di una questione mentale», perché, spiegò, «certe gare vanno affrontate con la giusta mentalità» poi abbia tenuto a rapporto la squadra per oltre mezz’ora.
Il tecnico, e questo non lo ha mai nascosto fin dal ritiro estivo di Auronzo di Cadore, teme che non tutti remino dalla stessa parte o, meglio, che gli scontenti possano minare la tranquillità dello spogliatoio. «Dovranno tutti accettare le scelte» disse a più riprese sotto le tre cime del Lavaredo. Nonostante tutto i segni d’insofferenza sono arrivati: da Matuzalem, che contro il Bologna si rifiutò di entrare in campo nei minuti finali, passando per Zarate che quando viene sostituito mette il muso coccolato dai tifosi, fino agli isterismi di Gonzalez che per aver giocato una manciata di minuti contro l’Udinese, ha preso a calci le protezioni delle telecamere. E proprio dopo quella partita, nonostante la vittoria, arrivò lo sfogo di Reja: «Inizio a vedere qualche faccia scontenta, ma io sono pagato per scegliere e vado avanti per la mia strada, se non vado bene posso tornarmene a casa». Per Reja c’è un solo modo per continuare a sognare ed evitare che l’incubo-Napoli si riproponga: «Il gruppo dovrà essere unito ed accettare la mie decisioni».
Enrico Sarzanini
Leggo
