Per Rossi pronto un biennale

Lo slogan tanto caro a Delio Rossi – “Fatti, non parole” – conta anche in questa lunga partita a scacchi con Lotito sul rinnovo del contratto. Nel senso che le dichiarazioni dei due protagonisti non cambiano la sostanza: la Lazio è di nuovo in corsa per la Champions, ma non si sa ancora chi sarà l’allenatore della prossima stagione. “Finora non ho ricevuto – sottolinea il tecnico a Radio Radio – nessuna telefonata per parlare del rinnovo. Visto che ho il contratto in scadenza, presumo che affronteremo l’argomento da qui a giugno. Altrimenti mi riterrò libero”.

Insomma, Rossi aspetta Lotito. Ma non all’infinito. Attende senza ansie, il serafico Delio, perché è sicuro che una panchina la troverà: e non c’è solo Napoli in ballo. Piace alla Samp e ai Della Valle, se Prandelli decidesse – a sorpresa – di lasciare Firenze. Tutto aperto, tutto possibile.

Da parte sua, Lotito sa che il suo allenatore è corteggiato e fa il geloso. Il loro rapporto non è idilliaco, hanno caratteri diversi e la sintonia tra i due è un singhiozzo che non passa, ma il presidente sa che Rossi è bravo. E che lasciarlo alla concorrenza sarebbe un rischio. Tanto più che non ha certezze sul successore: riflette su Mazzarri e Simeone, ma senza la convinzione di qualche settimana fa. Potere dei risultati, ovvio. E del gioco ritrovato con il 4-4-2, con Foggia mago della fascia, con Matuzalem recuperato (“Fa la differenza”, dice il tecnico) e con il coraggio di insistere su Muslera.

Non vuole scoprire l’importanza di Rossi dopo averlo perso, come succede in certe storie d’amore. E’ ancora in tempo, Lotito, per salvare questo matrimonio tormentato, turbolento. Così progetta di proporgli un biennale entro un mese. Avanti con Rossi fino al 2011, se il tecnico accetta e non lo beffa perché l’offerta è fuori tempo massimo. Contano i fatti però, non le intenzioni. E i fatti dicono che è tutto fermo, ancora.

Bisogna accontentarsi delle parole. Quelle di Brocchi, significative: “La squadra ha sempre seguito Rossi”. E quelle del tecnico: “In questo il momento il mio unico pensiero è per la Lazio, che avrà la priorità. Ripeto però che l’eventuale conferma non dipende da altri, ma dal sottoscritto. O quanto meno la cosa è bilaterale”.
Ecco, diciamo che è bilaterale. E assicura di non porre condizioni: “Del progetto non abbiamo ancora parlato: quando lo faremo, ci confronteremo sul da farsi”. Intanto si gode gli elogi: “Ma adesso non dobbiamo commettere l’errore di inizio stagione, cioè sentirci troppo bravi”. Già: ricadere nella trappola della presunzione sarebbe diabolico.

Fonte: repubblica.it

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