Per la Lazio è tutta colpa dell’arbitro

Duro attacco di Claudio Lotito dopo il ko della Lazio a Palermo. «Non ho mai protestato contro gli arbitraggi, anche se siamo stati spesso danneggiati; ma ora dico che il calcio deve ritrovare credibilità», ha detto il presidente della società biancoceleste, a StadioSprint-Rai2. «Sul rigore fischiato a Miccoli – ha poi spiegato Lotito – Muslera mi ha giurato sulla famiglia di non aver toccato l’avversario: Miccoli avrebbe avuto il coraggio di dirlo, se glielo avessero chiesto? Certi giocatori devono andare a un corso da cascatori. Non ho mai pensato che da parte degli arbitri ci fosse una certa volontà. Ma se è così, ce lo dicano e noi ci adeguiamo».

REJA – Una sconfitta, la prima con Reja in panchina, che fa calare di nuovo il buio sulla Lazio. «La partita era un po’ compromessa – dice l’allenatore della Lazio – era difficile rimontare». Reja però è convinto che la Lazio può fare un ottimo finale di stagione. «I gol iniziali del Palermo ci hanno tagliato le gambe. E qui a Palermo non è mai facile rimontare un simile svantaggio. Abbiamo concesso troppi spazi nella parte iniziale, loro sono molto rapidi in avanti ed abbiamo subito le loro offensive, nonostante avessimo preparato la gara nei minimi dettagli».

RIGORE – Il rigore di Miccoli ha tagliato le gambe ai biancocelesti. «Il rigore non c’era, oltretutto Miccoli si tuffa non l’ha neanche presa, sarebbe stato da ammonire Miccoli, in più era anche diffidato Muslera e lo perderò per la prossima gara. Pazienza, accettiamo gli errori». Nessun alibi dunque. «Abbiamo preso troppi gol all’inizio della gara – aggiunge il tecnico della Lazio – e a Palermo non è facile rimontare».

ZARATE – L’attenzione è puntata su Zarate, ma Reja non vuole addossare all’argentino le colpe di un momento negativo. «La Lazio non è solo Zarate – risponde Reja – capisco che voi ne parliate» Il problema infatti, sembra riguardare tutte le punte della Lazio che non sembrano in gran forma. «Un problema che si può risolvere – assicura Reja – i giocatori sono bravi, devono ritrovare convinzione perché i mezzi sono straordinari. Hanno un po’ di timore, sono giocatori che hanno delle qualità, non sanno neanche loro di avere certe qualità. Se la squadra ritroverà convinzione potrà esprimersi ad alti livelli».

Fonte: corrieredellosport.it

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