Omicidio Gabbo, in aula Spaccarotella

Inizia stamani ad Arezzo, il processo per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri ucciso con un colpo di pistola nell’area di servizio Badia al Pino l’11 novembre del 2007. L’imputato, il poliziotto Luigi Spaccarotella, accusato di omicidio volontario, è nel palazzo di giustizia. E’ la prima volta che partecipa alle udienze ma finora ha preferito rimanere chiuso in una stanza, lontano dai fotografi e dai familiari della vittima che hanno sempre chiesto di “guardarlo negli occhi”. “Dopo un anno e mezzo, vedrò in faccia l’assassino di mio figlio”, ha detto il padre di Gabriele, Giorgio Sandri. “Voglio giustizia per Gabriele”, ha detto la madre. “Penso solo a mio figlio che non c’è più”. Accanto ai genitori, in aula, anche Cristiano, il fratello maggiore di Gabriele.

I difensori del poliziotto, gli avvocati Federico Bagattini e Francesco Molino, hanno presentato alla Corte d’assise richiesta di rito abbreviato con sconto di pena condizionato ad un sopralluogo nell’area di servizio Badia al Pino, e ad un confronto fra i periti che hanno stilato le consulenze balistiche, proposta già respinta in una precedente udienza con il giudice per le udienze preliminari.

Ai giornalisti che chiedevano ad uno dei difensori del poliziotto quale sia la condizione di Spaccarotella, il legale ha risposto: “Il suo dolore è il dolore della famiglia di Sandri. Come sta?”, ha aggiunto l’avvocato Federico Bagattini. “Sta male, come una persona che è accusata di omicidio volontario e che è un membro della polizia”.

Fonte: Repubblica.it

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