Mutarelli: Bologna sono pronto

Massimo Mutarelli sta bene, «sì, sono pronto, se Mihajlovic deciderà di impiegarmi sabato a Roma, state sicuri che non mi tirerò indietro». Lazio-Bologna è la sua partita, dopo quello che ha passato, dopo il calvario che ha dovuto vivere, o meglio che Claudio Lotito gli ha fatto vivere. «Attenzione, non è Mutarelli contro Lazio, io là ho passato due anni meravigliosi, io ho dato tanto alla Lazio e la Lazio ha dato tanto a me, poi è successo quello che è successo, e credetemi, è stata una storia che non auguro neanche al peggiore nemico».

Non vorrebbe parlarne Mutarelli, poi dopo tante insistenze qualcosa dice su questo tema estremamente scottante. «È un discorso che non ha niente a che vedere con il calcio, ecco, fatemi dire che negli ultimi mesi la vicenda tra me e la Lazio è come se fosse diventata privata. No, non so cosa qualcuno voleva farmi pagare, io ero a Roma e mi allenavo con la Lazio, ma tutti avevano capito che sarei andato via, perché là non sarei servito a niente». Perché non dirlo, Lazio-Bologna se la sogna anche di giorno, se Mihajlovic gli dicesse che a Roma toccherà a lui, Mutarelli farebbe salti di gioia. «Sembra uno scherzo, io che torno a giocare a Roma contro la Lazio sarebbe un segnale del destino. Certo che vorrei che fosse così. Uno può anche non avere i ritmi giusti, ma in certe partite finisci per essere ugualmente protagonista, perché a livello mentale e nervoso riesci a dare qualcosa di più,addirittura più del massimo. Che accoglienza mi aspetto dalla gente? Non lo so, fino a quando ho potuto giocare, io alla Lazio ho dato tutto me stesso».

Conta i minuti che lo separano dal grande ritorno, «è come se cominciasse la mia seconda vita, mi manca la partita, mi mancano le tensioni della domenica, già il fatto di potermi sentire di nuovo un giocatore di calcio è importante, ma a questo punto ho voglia di tornare a essere protagonista anche la domenica. Se il Bologna ha perso un po’ di cattiveria nelle ultime partite? Direi che ha perso un po’ di convinzione, talvolta è come se restassimo sorpresi di quello che stiamo facendo. E non voglio sentir parlare di sfortuna, perché quando ce l’hai addosso con continuità, vuol dire che devi sistemare delle cose». Chiude regalando un giudizio sulla Lazio. «È una squadra equilibrata, forte, con attaccanti che sanno saltare l’uomo e creare la superiorità numerica e con Ledesma che sa costruire gioco di qualità. Non è che fermando lui fermi la Lazio, ma è scontato che andrà marcato bene».

FOnte: corrieredellosport.it

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