Alla vigilia del match con il Ludogorets, servivano almeno due gol alla Lazio per sperare di passare il turno. Invece non ne sono bastati neanche tre alla squadra biancoceleste , beffata a pochi minuti dalla fine di una partita ben giocata nel complesso, ma macchiata da gravi errori da parte di singoli.
E pensare che dopo 17’ la Lazio ha già recuperato lo svantaggio della gara di andata grazie ad uno spunto di Keita che sorprende la difesa dei verdi padroni di casa. La partita prosegue vivace con ritmi molto alti, con la formazione laziale in grado di controllare facilmente i tentativi poco convinti dei bulgari, ed a costruirsi anche un paio di buone opportunità.
Succede però praticamente tutto nella ripresa, quando il Ludogorets riparte più forte alla ricerca del pareggio, ma che offre il fianco alle ripartenze guidate da Candreva e Keita. E così è la Lazio a passare ancora al 53’ su una ripartenza con Onazi che serve Perea freddo a piazzare la palla sotto le gambe del portiere. Sembra fatta, ma la Lazio si chiude troppo ai tentativi disperati dei bulgari che prima colgono un palo, e poi vanno in rete al 67’ su tiro di Bezjak che, deviato da Biava a terra, prende una traiettoria che supera Marchetti infilandosi a fil di palo. Il gol galvanizza i padroni di casa che incredibilmente trovano il pareggio su un tiro apparentemente innocente di Zlatinski che Marchetti, oggi davvero inguardabile, si fa sfuggire e fa rimbalzare dentro la riga di porta. Tutto sembra perduto ma la Lazio reagisce con orgoglio e ritorna in vantaggio grazie ad un bel lancio di Ledesma che coglie Biglia in posizione regolare, respinta del portiere e Klose insacca. Stavolta sembra davvero finita, entra anche Gonzalez a rinforzare il centrocampo, ma a 3 minuti dal 90’ su un lancio innocuo non controllato da Konko il neo entrato Quixada è lesto ad anticipare ancora Marchetti uscito a farfalle.
Il 3-3 definivo condanna la squadra di Reja fuori dall’Europa, e sancisce la fine effettiva di questa stagione davvero fallimentare. Mi chiedo infatti cosa possa significare darsi come obiettivo il raggiungimento del 6° posto in campionato quando poi si affronta l’Europa League come se fosse un peso, sottovalutando gli avversari ed uscendo contro squadre ampiamente alla portata. E’ una contraddizione che qualcuno prima o poi ci dovrebbe spiegare.
Francesco Moneti
TABELLINO DELLA GARA
LUDOGORETS (4-2-3-1) Stoyanov; Caicara, Mantyla (dal 40’ s.t. Quixada), Moti, Minev; Espinho, Zlatinski; Aleksandrov (dal 12’ s.t. Lumu), Marcelinho (dal 32’ s.t. Michel), Misidjan; Bezjak. (Cvorovic, Abalo, Choco, Terziev). All. Stoev.
LAZIO (4-3-3) Marchetti; Konko, Biava, Ciani, Radu; Onazi, Ledesma, Biglia; Candreva (dal 19’ s.t. Lulic), Perea (dal 26’ s.t. Klose), Keita (dal 39’ s.t. Gonzalez). (Berisha, Cana, Mauri, Kakuta). All. Reja.
ARBITRO Benquerenca (Portogallo).
MARCATORI Keita (La) al 1’ p.t.; Perea (La) all’8’, Bezjak (Lu) al 22’, Zlatinski (Lu) al 32’, Klose (La) al 37’, Quixada (Lu) al 43’ s.t.
NOTE ammoniti Bezjak, Moti e Zlatinski per gioco scorretto (Lu), Konko per gioco scorretto, Keita e Perea per c.n.r. (La). Spettatori 30 mila circa, incasso non comunicato. Recuperi: p.t. 0; s.t. 3’.
