Molti oneri. E una grande dose di malasorte, specialmente negli ultimi tempi. Non altrettanti onori, però, anche se nel curriculum vitae di Walter Mazzarri rimangono, incancellabili, la salvezza impossibile nell’ultima cavalcata di Reggio Calabria e il girone di ritorno “straordinario” (parole sue: legittime) della stagione passata a Genova. Ora, però, complice un interesse mai nascosto (né dimenticato) da parte della sponda biancoceleste della capitale, diventa possibile che a fine campionato le strade della Sampdoria e del tecnico di San Vincenzo possano dividersi con un anno di anticipo. Non è un mistero che esattamente nove mesi fa il presidente Lotito avesse in agenda proprio il nome di Mazzarri. E, adesso, l’allenatore della Samp (insieme a Donadoni e a Simeone, nome quest’ ultimo assai gradito alla componente più calda del tifo laziale) rientra di nuovo nella rosa dei papabili per un eventuale cambio di panchina in una piazza caldissima. Per ora nulla è trapelato dalla Samp. Silenzio assoluto sulla vicenda, anche se nomi di spicco come Marco Giampaolo (avversario proprio fra quaran-tott’ore al Ferraris nella gara con il Siena) e Mario Beretta sono da tempo fra i più seguiti da parte del club di Corte Lambruschini. Anche, ma non solo, per il loro tipo di approccio nei confronti di una politica impostata sui giovani, che la Samp sta portando avanti (con successo) da tre anni. La posta in palio rimane comunque ancora alta. Mazzarri ha più volte ribadito di non pensare che “lo straordinario di un anno fa possa trasformarsi in ordinario”, ma rimane in lizza sia in Uefa, dove il cammino è apertissimo, sia in Coppa Italia, dove l’approdo alla finale è tutt’ altro che impossibile. Insomma, i conti si faranno alla fine, ma se a ciò aggiungiamo la difficile gestione, anche a livello tattico, di Cassano, e qualche malinteso verificatosi strada facendo, è lecito pensare che il matrimonio (se sarà consensuale) possa interrompersi con dodici mesi di anticipo. Perché no, magari con la quinta Coppa Italia della storia blucerchiata in bacheca
Fonte: Gazzetta dello sport
