Lotito scarica Rossi e sceglie Zenga. Il presidente ha convocato l’ex tecnico del Catania per oggi a Milano, dove parteciperà alla riunione in Lega. Si tratta della seconda volta che Lotito incontra Zenga e questa volta sembra proprio per trovare l’accordo e affidargli la panchina della Lazio. Nel primo colloquio il patron biancoceleste aveva proposto un contratto di un anno a 400 mila euro, più i premi per eventuali obiettivi raggiunti. Un’offerta che aveva lasciato perplesso il tecnico, piuttosto nervoso negli ultimi tempi per una chiamata che non arrivava. Ieri sera la svolta, oggi il possibile accordo. Sono passati una decina di giorni e Lotito ha avuto tempo e modo per valutare e decidere anche alla luce dei contatti con gli altri allenatori e vista la situazione di rottura con Delio Rossi. Un rapporto già difficile che, nel pomeriggio, ha segnato il punto più basso.
Difatti, il matrimonio fra Lotito e Rossi è ormai da considerare finito e la Lazio si appresta a voltare pagina. I toni non sono quelli auspicati, né potevano esserlo alla luce di continui rinvii di decisioni che dovevano essere prese da tempo. Il presidente che tiene sulla corda l’allenatore mentre tratta con altri, Rossi che aspetta di essere convocato per conoscere quale sarà il suo futuro, il telefonino che non squilla (spento o acceso? Le versioni sono contrastanti). Altre società attendono una risposta dal tecnico riminese per sapere se è libero e disponibile. Una telenovela stucchevole, che evidenzia la carenza di idee chiare, di progetti definiti, di obiettivi precisi su cui orientare le scelte future.
Rossi rientrerà in nottata da Foggia però, almeno fino a ieri sera, non aveva ricevuto alcuna convocazione da Lotito. E’ probabile che il presidente si faccia vivo in giornata e che decida di incontrare il tecnico domani, però la situazione è ormai diventata insostenibile come testimoniano le parole di Lotito nei confronti di Rossi. Rispondendo a una dichiarazione del tecnico, successivamente smentita («La situazione si è incancrenita: il prossimo anno non sarò più l’allenatore della Lazio»), il presidente – parlando a ”Radio Radio” – ha replicato. «Qual è il problema? Morto un papa, se ne fa un altro… Se ha deciso di andare via, troveremo una soluzione. Avevamo un appuntamento, l’ho chiamato per comunicarglielo, ma il telefonino era spento». Lotito è andato oltre confermando, in pratica, la fine del rapporto di collaborazione e la tensione esistente fra le parti. «I tempi li stabilisco io, perché sono il presidente, non li stabilisce certo un mio dipendente. Se lui ha una situazione specifica, perché deve dare una risposta a qualche società che lo pressa, è un problema suo e lo deve dire. Se ha già fatto la scelta, basta una telefonata. Non appena mi comunicherà che andrà via, mi attiverò per trovare il sostituto: la Lazio avrà sicuramente un allenatore di livello».
Al momento solo una cosa appare sicura: Delio Rossi non sarà più l’allenatore della Lazio. Le dure frasi del presidente hanno spazzato via anche quelle residue possibilità. Rossi è uomo troppo orgoglioso e di carattere per accettare questo tipo di trattamento, per essere definito solo un ”dipendente” dal patron di una società per la quale ha lavorato per 4 anni. E oggi stesso il presidente potrebbe annunciare Zenga.
Intanto Lotito chiude l’affare Zarate. In modo positivo e una volta per tutte. L’istituto di credito al quale si è rivolto il patron per avere una fidejussione di venti milioni di euro ha dato l’ok definitivo, con i soldi che, a questo punto, verranno versati all’argentino che li girerà all’Al Sadd. Lunedì prossimo, comunque, dovrebbe essere dato l’annuncio ufficiale sia da parte del giocatore, sia da parte della Lazio. La parola fine è stata messa ieri pomeriggio tra il presidente e l’entourage di Mauro Zarate.
Fonte: Il Messaggero
