ROMA, 20 gennaio – Lieto fine, senza strilli: «Zarate ha capito e ha chiesto scusa. Ci teneva a far bene…» . Parola di Igli Tare, dirigente biancoceleste e futuro diesse della Lazio. Il chiarimento c’è stato subito, il caso è nato e s’è sgonfiato in pochi minuti, dopo che tra i due s’era sfiorata la tensione.
IL PERDONO – Zarate lo sa bene, non c’è nessuna congiura nei suoi confronti. A fine partita, dopo la doccia, s’è rivolto verso Rossi a cuore aperto: «Mi scusi, mister» , gli ha detto per riabilitarsi dopo la protesta post-sostituzione e per ritirare l’accusa spiattellata in diretta («Tocca sempre a me?» . La richiesta di scuse l’aveva ricevuta pure Tare che in panchina era intervenuto per placarlo. Delio? Ha registrato senza aggiungere altro. Prim’ancora, negli spogliatoi, i compagni avevano assolto Maurito scherzandoci su e sfottendolo: «T’arrabbi sempre… », stemperando la vicenda coi sorrisi e con qualche asciugamo lanciato a rimbalzo. Lieto fine, come nel dopo-Palermo. Zarate s’arrabbiò per il cambio (entrò al suo posto Rocchi), si ritrovò nella cena di Natale col resto della squadra e già quella volta ci fu un amichevole lancio di tovaglioli. Ognuno fa pace a modo suo. E non c’è peggior farsa d’un finto dramma.
Fonte: corrieredellosport.it
