Legge Stadi, Macalli: “Sembra fatta per speculatori”

«La legge sugli stadi è una legge che vogliono far credere che faccia bene a tutto il calcio italiano, ma non è così». È polemico Mario Macalli, presidente della Lega Pro, parlando a margine degli Stati generali dello sport in corso a Firenze. Macalli ha citato le dichiarazioni rilasciate in un’intervista dal presidente del Cagliari, e consigliere federale della Lega di A, Massimo Cellino: «Ha detto esattamente le cose che ho detto io, cioè che la legge sugli stadi è una legge per gli speculatori, ed ha detto che non si sente rappresentato dalle persone che sono andate a difendere questa legge, e si riferisce a Beretta e al signor Lotito, dicendolo fra le righe, perchè questa legge è per Lotito e non per i presidenti della serie A. Prendo atto che quello che ho detto io probabilmente era vero». Il presidente della Lega Pro ha quindi spiegato che «non siamo contrari ad una legge sugli stadi, ma siamo favorevoli ad una legge sugli stadi che riguardi tutti, perchè noi siamo esclusi da questa legge». Per Macalli infatti «è difficile trovare tante società che abbiano impianti con 7.500 posti a sedere nella nostra categoria. In Senato i 7.500 posti obbligatori che ci dovevano essere negli stadi, erano stati portati a 15 mila, e su nostra pressione sono stati portati a 10 mila perchè questo è il limite per giocare in serie B. Questa legge sugli stadi è una legge per la serie A e per la serie B, un’altra porcheria fatta dai senatori: meriterebbero, anche se non lo faremo, che pubblicassimo nome, cognome e indirizzo – ha concluso – perchè alle prossime elezioni venissero mandati a casa». Parlando della riforma dei campionati ha sottolineato che «siamo per ridurre l’area professionistica e per renderla compatibile alle società che la possono fare e che se la possono permettere» «Il prossimo 22 febbraio – ha aggiunto – avremo l’ultima riunione della commissione per la riforma dei campionati: noi formuleremo la nostra richiesta, che non sarà uguale a quella degli altri membri della commissione, e allegheremo tutte le richieste fatte dalle componenti». La proposta sarà quindi consegnata alla Figc, e l’ultima parola spetterà al Consiglio federale. Macalli ha ribadito che «vogliamo società sane che sappiano fare calcio professionistico»

ANSA

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