È tutto apparecchiato. Buon pranzo, Hernanes, banchetta ancora con l’Atalanta: 15 gennaio 2011, Olimpico, la firma dal dischetto; 26 agosto 2012, Bergamo, tapin-vittoria. Un talismano, il Profeta. Chissà se l’incubo orobico, part time con la Selecao, sarà tornato dal Brasile affamato: «Dopo un successo, non c’è niente di meglio di riso, fagioli, carne e farina». Farina del tuo sacco, ci vuole: quest’anno non s’è ancora visto di che pasta sei fatto, Hernanes. Spesso indolente, ma sempre sorridente: «Un ottimo pareggio con la Fiorentina. Se continueremo così, ci toglieremo grandi soddisfazioni». Della serie: la Champions si cuoce a fuoco lento.
LE INSIDIE
Scotta, la Lazio. E ora pure il Brasile. La flessione del Profeta si riflette nelle scelte – qualche panchina – di Petkovic e Scolari: titolare Paulinho contro Corea del Sud e Zambia. Lo aveva avvertito, Vlado: «Hernanes deve capire che il mondiale passa per la Lazio». Per carità, Brasile 2014 non è a rischio, il posto fisso sì. Se l’era ripreso con le unghie e con i denti, da un po’ – nonostante 3 gol biancocelesti – non affila gli artigli: «Forse lo penalizza il nuovo modulo – la profezia di Lotito – e Petkovic deve far giocare chi sta meglio». E guarda un po’ che succede a Formello: amichevole con l’Aprila, giovedì scorso, non c’è il numero 8, spunta Anderson mezz’ala. Non un test casuale, Felipe si gioca l’eredità, dipende da Hernanes: solo se dovesse partire, la consegnerà. In scadenza 2015, ne riparlerà dopo il mondiale, era stato più diretto in estate: «Non sono più un ragazzino, ora voglio lottare per lo scudetto e la Champions».
MERCATO
Il retroscena nella notte di festa della Coppa Italia, Lotito aveva subito interrogato Hernanes: «E adesso resti?». Risposta: «Sì, fino al 2015». Sorriso spezzato, denti digrignati, il 27 maggio il presidente riprendeva chiodi e martello: «C’ha il contratto, dipende da me. Farà la fine di Diakité». Un campione come Hernanes fuorirosa senza rinnovo, a partire da settembre 2014? Figuriamoci se Lotito potrebbe mai farsi un simile autogol. Eppure, parole di facciata a parte, abbraccerebbe un’offerta-monstre di 30 milioni. Non ha mai messo in vendita Hernanes, ma se l’appuntamento di novembre-dicembre con l’agente Joseph Lee non dovesse fruttare il prolungamento, allora il presidente assaggerebbe ogni proposta sul tavolo. Arsenal, Tottenham e Bayern potrebbero scatenare un’asta già a gennaio. Un frullato di banconote. E non mangiarlo sarebbe un peccato.
Alberto Abbate
Il Messaggero
