Ci vorrebbe un altro Maldini o forse solo più fortuna, magari una mira migliore. Ci vorrà questa Lazio, la Lazio di Pioli, è bello crederlo. E’ diventato un incubo, ma è davvero impossibile battere il Milan in campionato nella sua tana? Ci risiamo con la filastrocca: 3 settembre 1989, Milan-Lazio 0-1, autorete di Maldini. Il conto aumenta, sono passati 25 anni da quel giorno, è una vita, è un quarto di secolo. Nessuno ci è riuscito, neppure Eriksson, neppure Mancini, neppure i big dei big. Nessuno ha vinto a Milano da quel giorno in poi.
Il ricordo. Nel 1989 in panchina c’era Beppe Materazzi: « Era una bella giornata, si giocava la seconda di campionato. Perdemmo la prima in casa contro la Sampdoria e c’era un pochino di maretta in casa Lazio. Avevamo la cattiveria giusta e siamo stati anche un po’ fortunati. Giocammo quella gara con l’agonismo giusto, attaccavamo in contropiede e cercavamo di dare fastidio all’avversario », ha raccontato l’ex tecnico laziale a Radio Sei. I gol, le prodezze dei milanisti e gli errori dei laziali avranno inciso sui risultati, non c’è dubbio. Ma lo hanno fatto anche i torti arbitrali, spesso hanno falsato le sfide.
Si riparte. Dal 2000 in poi la Lazio ha vinto in casa delle altre big, non ha mai infranto l’ultimo tabù. La vittoria a S.Siro (contro il Milan) è arrivata in Coppa Italia, è successo più volte, ma in serie A s’è sempre mangiata polvere. Il tabù riguarda anche Pioli: in nove sfide contro il Milan ha ottenuto solo 3 pareggi (6 le sconfitte, rossoneri sempre in gol). Non ci sono precedenti con Inzaghi, è alla prima stagione da tecnico in A. Ma da giocatore si faceva riconoscere (sette gol contro i biancocelesti). Milan-Lazio, l’ennesimo capitolo, l’ennesimo tentativo. I rossoneri non vincono da tre stagioni all’esordio in campionato (pari con la Lazio e due ko con Sampdoria e Verona). La Lazio, dopo il pareggio coi rossoneri nel 2011 (gol all’esordio di Klose e Cisse), al debutto ha vinto le ultime due sfide contro Atalanta e Udinese.
Tagliavento . E’ la partita dei tabù, ecco perché andrebbero chiusi i conti col passato. Arbitrerà Tagliavento e la Lazio, in venti precedenti, ha perso sei volte (per fortuna nel tempo sono cresciute le vittorie, sono sette). Le polemiche dove le mettiamo? Scoppiarono dopo i due derby vinti dalla Roma (aprile 2010 e marzo 2011). Tagliavento ha già diretto Milan-Lazio nel 2009-2010: 1-1 finale, rigore inesistente concesso a Flamini (fallo di Kolarov). Nel Milan c’è Pazzini, un eroe per i laziali (segnò alla Roma con la Samp e in pratica la eliminò dalla corsa scudetto del 2010). Ma Pazzini ha spesso segnato alla Lazio (nove reti, sette in campionato e due in Coppa Italia). Oggi non sarà un “amico”.
Corriere dello Sport
