Lazio, un punto di vantaggio è una ricchezza

La tendenza si è invertita di colpo dopo il derby. Fino al 13 marzo c’era una Lazio che vinceva, anche con risultati tondi, gli scontri diretti. Ora ce n’è un’altra, che ha sciupato tre match ball con Napoli, Inter e Juve (sulle partite con partenopei e torinesi, si allunga però l’ombra di arbitraggi inadeguati). La Lazio ha un punto di vantaggio, un margine non certo ampio, ma comunque una dote da tenersi stretti. Non sarà facile gestire il vantaggio, è vero, ma la Lazio domenica scenderà in campo conoscendo già il risultato della Roma e allora potrà impostare la partita anche a seconda di questo; se la Roma non dovesse fare punti con il Milan, a Reja potrebbe bastare anche un pareggio. Poi c’è il Genoa all’Olimpico, non un ostacolo durissimo. L’ultima sfida a Lecce è di difficile interpretazione, se il Lecce sarà ancora a caccia di punti si preannuncia una trasferta rovente. Meglio affrontare una partita alla volta.

CONDIZIONE- Due sconfitte consecutive, non accadeva da novembre, quando i biancocelesti nel giro di tre giorni persero sia il derby che il match con il Cesena. Poi arrivò il netto 2-0 sul Napoli. La Lazio, dopo 6 mesi ha conosciuto di nuovo l’amaro sapore di due ko consecutivi e adesso è chiamata ad una grande reazione. Reja sta lavorando sulla testa dei giocatori. Il tecnico vuole tramutare la delusione per la partita con la Juve in energia positiva, in uno sprone per sfoderare una grande prestazione ad Udine. La condizione fisica c’è, le gambe sono rodate per un finale di stagione in volata.

ATTACCO AL COMPLETO – A vedere la Lazio contro la Juve si poteva pensare alla nazionale portoghese: bella a vedersi, ma tiri in porta pochini. Vero che i tiri non sono arrivati con grande frequenza, ma è pur vero che se Mazzoleni avesse fischiato un rigore sacrosanto, forse la Lazio un gol l’avrebbe segnato. Il gol non è arrivato, ma se si guarda il bicchiere mezzo pieno Reja ora ha tutto l’attacco a disposizione. Zarate è in una forma invidiabile (nonostante il fallaccio di Melo) ed è tornato ad esprimersi a livelli consoni al suo talento. Floccari sta ritrovando condizione e brillantezza. Con la Juve prima Buffon gli ha negato il gol e poi Mazzoleni gli ha tolto la possibilità di dare una grossa mano alla squadra. Rocchi può essere l’asso nella manica e Kozak è il bomber della provvidenza, quello che risolve le situazioni in corso d’opera. Hernanes, poi, da cannoniere della squadra ha il compito di aumentare il suo bottino.

Davide Stoppini

Gazzetta dello Sport

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