L’ha detto Pioli: «Se becchiamo sempre gol nei primi 15 minuti del secondo tempo una ragione dovrà esserci». Tutto vero, tutto confermato. L’analisi di Pioli non fa una piega: la Lazio ha subito sei gol nei primi 15 minuti del secondo tempo, più di ogni altra squadra in A. Il doppio colpo dell’Empoli ha certificato la tendenza negativa. Eppure, proprio a Empoli, certe immagini avevano fatto pensare ad un secondo tempo arrembante, diverso dai precedenti registrati nelle prime dieci partite del campionato. Quale immagine? La squadra raccolta in cerchio, i calciatori abbracciati per caricarsi, l’urlo di battaglia intonato ad alta voce. Da lì a poco avrebbero servito la frittata.
Il dato. La Lazio di Pioli crolla nella ripresa, è un dato conosciuto: in totale ha subito 10 gol (su 13 complessivi) nei secondi tempi, circa il 77% (è la percentuale più alta tra le squadre del torneo in corso). Nei primi tempi, prima di Empoli, la Lazio aveva fatto meglio di tutti (era prima nella classifica parziale, oggi figura al terzo posto dopo Roma e Juventus). Nella classifica dei secondi tempi la squadra di Pioli è 15ª (11 punti). Una ragione ci deve essere, ha detto e ridetto il tecnico. C’è sicuramente, va individuata ed eliminata. Nei secondi tempi la Lazio ha gettato al vento occasioni d’oro, ha compromesso le partite, i vantaggi, il suo cammino. Ci sono ragioni individuabili facilmente: s’intrecciano questioni tattiche e fisiche. Pioli chiede partenze a razzo, chiede ai suoi uomini di recuperare il pallone velocemente, di aggredire gli avversari, i portatori di palla in particolare. Nei primi 45 minuti si corre a cento all’ora, si spende molto, forse troppo. E il calo è scontato, avviene puntualmente, in campo non vanno i robot. Serve una Lazio più misurata, non deve snaturarsi, ma deve gestirsi. Nei secondi tempi s’è sofferto, non s’è giocato a ritmi alti e in tanti ne hanno approfittato. Dal 46’ minuto al 60’ minuto se ne sono viste di cotte e di crude, s’è incassato sempre e comunque, le disattenzioni sono state continue. Così non va, l’ha fatto capire anche Pioli. E’ stato chiaro e sfrutterà la sosta per analizzare le cause che hanno generato la tendenza. Non lavorerà con la squadra al completo, è un peccato. Insieme ai collaboratori cercherà di risolvere il problema, servirà una manovra a 360 gradi.
Il futuro. I crolli registrati nella ripresa aumentano i rimpianti, è questo il pericolo. La Lazio non può durare un tempo e deve difendersi meglio. Ha incassato 13 gol in 11 partite, non sono pochi. Il 22 novembre arriverà la Juve, si è scatenata contro il Parma (ha rifilato 7 gol a Donadoni), sarà bene farsi trovare pronti per 90 minuti.
