Botta micidiale per Breno e per la Lazio. Il Tribunale di Monaco di Baviera ha ritenuto il brasiliano colpevole di incendio doloso con relativa condanna a 3 anni e 9 mesi di detenzione. Niente condizionale e
quindi niente Italia: «Non ci aspettavamo un esito del genere – ha rivelato il ds Tare – e questa pena mi sembra troppo severa. Così si rischia di rovinare la vita di un uomo. Il mio pensiero adesso va a lui e alla sua famiglia». In ogni caso il giocatore è già in carcere: lì dovrà rimanere almeno fino al secondo e ultimo grado di giudizio (entro sei mesi). Difficile che i biancocelesti vogliano ancora puntare su di lui. Eventualmente, in caso di scarcerazione, se ne potrà riparlare nel mercato di gennaio ma adesso la priorità è trovare un’alternativa. Una è rappresentata da Bruno Uvini, roccioso difensore brasiliano classe ’91 di proprietà del San Paolo: ha anche il passaporto comunitario ed è stato proposto in settimana a Tare che ha espresso un parere favorevole. Sempre in difesa si continua a lavorare per Balzaretti: la trattativa con il Palermo è molto complicata e l’ultima carta che i biancocelesti hanno deciso di giocare è Sergio Floccari. A Sannino l’attaccante piace tanto ma Zamparini vuole anche un ulteriore conguaglio economico. Trovato invece
l’accordo con l’Udinese per Candreva: la Lazio ha riscattato la metà del cartellino e il prossimo anno il centrocampista giocherà ancora nella Capitale. In un primo momento c’è stato un tentativo di rilevare il giocatore per intero, la trattativa si è però subito arenata di fronte alla richiesta dei friulani di inserire Kozak come parziale contropartita: Lotito considera il ceco incedibile e sarà lui l’alternativa a Klose e Yilmaz. Per il turco siamo ormai alla stretta finale come ha confermato anche il presidente del Trabzonspor Sadri Sener: «Burak ci lascerà, vuole andare alla Lazio. Siamo anche disposti a rateizzare i 5 milioni della clausola, a patto che poi ci venga corrisposto il 25% su un’eventuale futura cessione. Non ci sono stati sviluppi sulla trattativa e aspetteremo fino al 10 luglio».
Marco Ercole e Giulio Cardone
Repubblica
