Ci siamo. Dopo quattro anni è in arrivo lo sponsor sulla maglia della Lazio: a meno di clamorose rotture, sarà russo e in settimana è previsto il viaggio decisivo a Mosca per mettere la firme su un accordo che dovrebbe essere triennale. Insomma, in città sta per tornare la Guerra Fredda con la proprietà americana della Roma e un marchio russo che sta per legarsi al club biancoceleste. Ma, battute a parte, dopo tre mesi di gestione Petkovic nemmeno il duo Lotito-Tare, che a maggio avevano scommesso sul semisconosciuto bosniaco, poteva sperare in risultati così lusinghieri. L’omone slavo non è più una sorpresa, piace ai giocatori e, grazie alle vittorie, pure ai tifosi biancocelesti che lo hanno adottato dopo lo scetticismo iniziale. Per proseguire la marcia in entrambe le competizioni, campionato ed Europa League, è necessario attingere dalla panchina, sposare il turn-over così come fu fatto alla vigilia della trasferta di Pescara poi vinta senza problemi. D’accordo, le seconde linee non valgono i titolari, ma non stressare qualche campione con la trasferta di Atene sembra una cautela necessaria in vista del viaggio domenicale a Firenze, dove ad aspettare i biancocelesti ci sarà un covo di romanisti col dente avvelenato. Quindi Petkovic non sottovaluti l’Europa League ma l’obiettivo fondamentale e riuscire a centrare la Champions dopo averla sfiorata nelle ultime due stagioni. Preservare Klose, Lulic e Gonzalez dal viaggio ad Atene potrebbe rivelarsi la mossa decisiva anche perché il Panathinaikos schiera spesso le riserve nella seconda coppa europea. Oltretutto la settimana successiva c’è un turno di mercoledì, quindi niente eccessi e avanti per la propria strada senza farsi condizionare dalle ombre cremonesi che si addensano su Formello per il caso Mauri.
Luigi Salomone
Il Tempo
