Chi è contento per questo 3-3 interno contro il Torino alzi la mano. L’ennesima prestazione ignobile della difesa laziale, un’altra dimostrazione che la società biancoceleste ha comprato nel reparto difensivo qualche calciatore di categoria nettamente inferiore. Parliamo di Novaretti, che le cose migliori le fa lontano dall’area di rigore laziale. Già perché è stato bravo nel regalare l’assist a Mauri per il gol del primo vantaggio, ma come sempre disastroso in fase difensiva fino all’espulsione che ha quasi aperto la strada ai granata. La dimostrazione di quanto siano scarsi i difensori biancocelesti ce l’ha data anche lo stesso Reja, facendo di tutto per mettere in piedi Biava pur di non affidarsi a Ciani e salvare il salvabile.
Preoccupante quello che si è visto in campo, perché se da una parte in attacco i biancocelesti si sono resi pericolosi grazie ai soliti Keita e Candreva, oltre a quel carattere che va detto è la principale dote della squadra di Reja, l’undici laziale ha commesso non pochi errori e non è sembrato per niente equilibrato. Già alla mezz’ora la Lazio in campo era lunghissima e lasciava moltissimi spazi alle ripartenze dei granata. La difesa è sembrata in affanno e soprattutto a destra Cavanda come suo solito ha sofferto moltissimo le discese dei giocatori del Toro. Tante assenze in difesa per la Lazio, è vero, ma quando hai Konko che salta 4 mesi a stagione, Dias che ormai ha una certa età, devi mettere in preventivo che il rischio infortuni sia più alto. Per fortuna nel Toro non c’era lo squalificato Cerci, altrimenti non immaginiamo cosa saremmo qui a commentare.
Alla fine però è arrivato un pareggio e tutti contenti, è sceso in campo quello che è l’unico acquisto vero che la Lazio ha fatto con Claudio Lotito presidente: la sua fortuna. Quella non la si compra, o la si ha oppure no. Lotito è fortunato e i suoi quasi 10 anni di storia laziale lo hanno dimostrato in più occasione. Ecco quindi che in piena contestazione, con i pochi presenti allo stadio che lo attaccano, Felipe Anderson fa partire un tiraccio da fuori e a 2 secondi dalla fine del recupero trova Candreva a tu per tu con Padelli per il 3-3 finale. Nella vita c’è chi è bravo e chi è fortunato: Lotito di fortuna ne ha da vendere e più volte ci chiediamo dove sarebbe arrivata la Lazio di Cragnotti se avesse avuto la metà della buona sorte di Lotito. Intanto però l’Europa si allontana, perché in un campionato intero l’incapacità batte la fortuna. L’anno prossimo il presidente laziale farà bene a comprare anche qualche giocatori di alto livello, perché per raggiungere risultati importanti in campionato non basta solo la buona sorte.
Giorgio Capodaglio
Lazio Family
