Lazio, ruolo per ruolo ecco pregi e difetti

DIFESA
Un errore pesante di lettura e di interpretazione ha provocato il gol di Larrondo, ma l’analisi complessiva della partita racconta che quella è stata l’unica distrazione della Lazio in fase difensiva. Alla luce delle precedenti amichevoli, Petkovic ha presentato una squadra più robusta e meno offensiva di quanto si pensasse, forse proprio perché si trattava del primo test con una squadra di serie A. Il lancio in profondità di D’Agostino, a palla scoperta, ha scavalcato Biava e Stendardo: la linea difensiva stava salendo, Larrondo ha preso il tempo ed è fuggito sul filo del fuorigioco davanti a Marchetti. Sbagliato il tempo d’uscita, ma anche scarso pressing su D’Agostino. Non c’è un solo colpevole. Così il Siena, sfruttando l’unica vera occasione della partita, è riuscito a vincere. Meccanismi da registrare, ma nel complesso la difesa non ha sfigurato: a Bogdani, Larrondo e Paolucci è stato concesso pochissimo, i centrocampisti toscani non sono mai arrivati al tiro. Bene e ancora in progresso Cavanda. Zauri meglio di Garrido, in forma campionato (ed è una buona notizia) il francese Konko, che nella passata stagione era stato tormentato dagli infortuni. Ha destato un’ottima impressione da stopper Lorik Cana: cattivo, determinato e anche rapido, l’albanese ha fatto diga e allontanato qualsiasi pericolo. E se fosse lui il centrale che manca?

CENTROCAMPO
Petkovic, rispetto alle precedenti amichevoli, ha snaturato il copione. A destra si muoveva Gonzalez, ma sulla fascia sinistra mancava un esterno di ruolo: Lulic e Mauri erano in panchina e giocheranno forse oggi con il Torino, Candreva è entrato soltanto nel finale, Ederson è fermo, così ci ha provato Floccari. L’esperimento è durato pochi minuti e il centravanti calabrese intorno alla mezzora era già tornato accanto a Kozak. E’ ovvio che Petkovic stia provando tutte le soluzioni e voglia studiare le caratteristiche dei suoi giocatori. Ieri ha provato con Ledesma playmaker basso e la coppia Cana-Hernanes più avanzata nel tentativo di far coesistere quelli che oggi ritiene i suoi tre centrocampisti centrali. Il Profeta è partito da mezzala sinistra e poi si è ritrovato centrocampista esterno, non è andato bene, ha perso consistenza e continuità di gioco dopo una ventina di minuti in cui aveva cercato di ispirare senza successo l’attacco. Questo forse è l’interrogativo principale da sciogliere: impiegare Hernanes regista alla Liverani nel 4-4-2 (come faceva Delio Rossi) si può, ma diventa un gioco rischioso ed è necessario sacrificare a turno uno tra Cana e Ledesma. L’argentino è un punto di riferimento per Petkovic, ma l’albanese forse si integra meglio. Il tandem Ledesma-Hernanes rischia di essere troppo lento nel recupero palla.

ATTACCO
Dopo 31 gol in tre amichevoli con i dilettanti, attacco all’asciutto nella prima uscita con una squadra di serie A. Nel primo tempo la Lazio ha spaventato Pegolo soltanto su punizione con Hernanes e sfruttando sugli angoli i colpi di testa di Cana e Stendardo, Nel finale le azioni più interessanti sono nate dagli spunti di Candreva e Zarate, che è stato l’attaccante più pericoloso della Lazio pur avendo in un paio di circostanze cercato di risolvere da solo la partita. Anche questo significa qualcosa in un processo di riavvicinamento che andrà calibrato e gestito con intelligenza dal tecnico. Rocchi è rimasto a riposo perché oggi verrà impiegato con il Torino e Petkovic preferisce evitargli il doppio impegno ravvicinato. Sarebbe ingeneroso bocciare le altre punte, anche perché mancavano gli sbocchi sulle fasce e la squadra, per due settimane, ha lavorato esclusivamente sugli sviluppi del 4-4-2. Ma certo qualche riflessione è necessaria. La prima è relativa a Kozak: la società lo ritiene incedibile e ha detto no a qualsiasi richiesta, ne sono arrivate tante. Come alternativa di Klose, però, Floccari è decisamente più affidabile e incisivo. Forse Libor avrebbe bisogno di andare a maturare e giocare con continuità. Alfaro stenta a ingranare e per adesso non ha dimostrato di essere da Lazio. Ma davanti, aspettando il tedesco e il recupero di Ederson, non cè bisogno di intervenire.

Fabrizio Patania

Corriere dello Sport

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