Uno sfogo vero e proprio quello riportato dal Messaggero, nell'articolo di Gabriele de Bari, nel quale Reja annuncia l'addio alla Lazio. Una giornata al seguito del Giro d'Italia, tra le montagne, per rilassarsi e pensare meglio al futuro. Sicuramente meglio godersi la corsa rosa che incontrare Lotito e rodersi il fegato, meglio prendersela comoda, anche perchè la decisione sembra essere già presa. "Lascio la Lazio", queste le parole di Reja al Messaggero, "mi hanno detto di prendermi una settimana per rilassarmi, ma io non sono assolutamente stressato. Questa volta sono io che non ci sto, così non si può andare avanti. I soldi? Non saranno un problema, ci sono cose più importanti nella vita". In fin dei conti chi glielo fa fare al "vecchio" Reja? Un uomo che ama il calcio e che avrebbe ancora tanta voglia di fare, ma che si trova in una situazione pesantissima. Da una parte non è amato da tutta la tifoseria, trovandosi in mezzo alle lite tra società e pubblico. Dall'altra si trova una società che non lo ascolta, che agisce di testa sua, fregandosene del pensiero dell'allenatore. Una dirigenza che vorrebbe un burattino, la classica marionetta che è lì in silenzio, senza esporre le proprie idee, senza chiedere nulla. No, Reja non ci sta e a questo punto ha scelto di andarsene. Anche perchè secondo quanto riporta sempre il Messaggero, Lotito gli avrebbe ribadito che le scelte le fa la società, mentre Tare addirittura avrebbe preteso un certo modulo. "Abbiamo portato a termina una stagione molto difficile, ma i risultati sono comunque arrivati. La media punti avuta da quando sono arrivato alla Lazio ci avrebbe garantito l'Europa League. Per ricostruire la Lazio ci vorrebbero quattro difensori e due centrocampisti di spessore". Altro che le scommesse dal Messico, i centrali dall'Albania, giovani scommesse e tanti altri acquisti sbagliati da Tare, il dirigente con cui Reja non si è mai amato e che a volte sembra essere il vero presidente della Lazio, colui che prende decisioni, l'unico uomo che sorprendentemente Lotito ascolta. In questa situazione Reja non ci sta e forse si è ispirato alla frase di Jap Gambardella nel magnifico film "La Grande Bellezza" premiato con l'Oscar: "La più sorprendente scoperta che ho fatto subito dopo aver compiuto 65 anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare". Giustamente, perchè perdere tempo?
Giorgio Capodaglio
Lazio Family
