Lazio, Rambaudi: “Pioli bravo a dare un gioco alla squadra”

Quattro anni e mezzo a Roma con la maglia biancoceleste addosso. Nella Capitale, Roberto Rambaudi, arrivò grazie al suo maestro. Zeman lo volle alla Lazio, dopo averlo visto sbocciare al Foggia. Dall’estate del’94 a gennaio ’99, l’esterno offensivo nativo di Moncalieri ha collezionato 109 presenze e messo a segno 13 gol. Quegli anni gli valsero anche la Nazionale. Per lui la Lazio è da Champions.

Quali sono secondo lei i punti di forza di questa squadra?

«La squadra di Pioli abbia parecchi punti di forza. È stato bravo il tecnico nel dare entusiasmo a una Lazio che, lo scorso anno, era apatica. E poi è riuscito a dare un’idea di gioco ben precisa».

E invece quali sono i punti deboli?

«La difesa mi sembra il reparto più in difficoltà, ma sotto questo profilo ci sono molti infortunati. Un punto veramente debole, però, potrebbe essere la mancanza di concentrazione. Serve attenzione per tutti i novanta minuti».

La Lazio può arrivare in Champions?

«Sì perché la serie A è un campionato mediocre, a parte la Roma e la Juventus. Anche se i giallorossi stanno già vivendo un primo momento di difficoltà. Però i biancocelesti possono avere l’entusiasmo giusto e la qualità della rosa».

La differenza può farla il mercato?

«Sarebbe fondamentale recuperare, il prima possibile, Gentiletti. È un difensore con le caratteristiche giuste per questa squadra. Ma se non dovesse tornare dall’infortunio, allora la società dovrebbe tornare sul mercato per acquistare un altro centrale».

Quali sono le squadre che possono insidiare la Lazio per il terzo posto?

«Chi avrà più voglia e qualità otterrà l’ultimo posto in Champions. Oltre i biancocelesti, ci sono Milan, Fiorentina e Napoli. Anche la Sampdoria, nonostante sia un po’ al di sotto delle altre».

C’è un leader nella Lazio o la forza è nel gruppo?

«La squadra è un mix di entrambi i fattori, però in campo ci sono dei leader silenziosi. Uno di questi, indiscusso, è Biglia. Per come si muove, per la voglia che ci mette, per l’aggressività».

Se fosse Pioli, chi farebbe giocare tra Klose e Djordjevic?

«Sempre Djordjevic. Perché il serbo lavora molto per la squadra e la sua tripletta, in una partita brutta come quella di Palermo, ha cambiato la stagione della Lazio. Klose, a 36 anni, deve gestirsi così come sta facendo Pioli.

Il ritorno dei tifosi allo stadio può portare la Lazio in Champions?

«Certamente può creare un’alchimia importante con la squadra. La tifoseria, dopo il suo ritorno all’Olimpico, si è dimostrata determinata. Questo calore può portare anche cinque punti in più in casa».

Giorgia Baldinacci

 

Il Tempo

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