E’ stallo totale. «Sceglierò entrò metà giugno» , la posizione di Lotito non cambia. I tempi sono più o meno lunghi. La giostra dei nomi gira e rigira. Reja è sempre ad Amalfi, si gode il sole e continua ad avere contatti telefonici con il presidente. Ieri mattina hanno parlato per un’ora, si sentono quotidianamente, ma sarà il summit programmato a Roma a svelare il futuro. Non c’è un giorno preciso, l’appuntamento è senza data, viene spostato di continuo. Il vertice potrebbe svolgersi nel week-end, al massimo la prossima settimana. L’ultima telefonata Lotito-Reja non avrebbe generato ottimismo, si vedrà nei prossimi giorni. Il patron parla con Edy e non smette di guardarsi attorno. La candidatura di Stefano Pioli resta forte, è sotto contratto con il Bologna, può svincolarsi da un momento all’altro. Pioli è congelato, aspetta notizie, sogna la richiamata, quella che gli spalancherebbe le porte di Formello. La vittoria nel derby Primavera può aver fatto crescere le quotazioni di Simone Inzaghi, le Final Eight sono iniziate alla grande. Con Inzaghi in panchina prenderebbero corpo due opzioni: Sebastiano Siviglia o Fernando Couto nel ruolo di vice. Tra le soluzioni interne c’è sempre da tenere in considerazione Alberto Bollini, lo stesso Reja ha caldeggiato il suo nome in caso di addio, rispetto agli altri concorrenti parte un po’ dietro.
Gli altri. Le candidature sono multiple, è stato sondato Max Allegri, ma non ci sono le condizioni (soprattutto economiche) per chiudere un accordo, per dar vita ad un matrimonio. S’è diffuso anche il nome di Roberto Donadoni, è sotto contratto con il Parma, potrebbe liberarsi, non è detto: molto dipenderà dall’evoluzione del caso scoppiato nella famiglia gialloblù. L’acquisto di Parolo può aprire nuovi scenari, Donadoni può balzare in testa nelle preferenze. Lotito valuta, riflette, studia ogni soluzione. Ieri è rimasto a Roma, non ha seguito la Primavera dal vivo, ha ammirato l’impresa dei ragazzi di Inzaghi in televisione. Il telefono del presidente scotta, squilla in continuazione.
Lotito si sta concentrando sulla costruzione della squadra, forse non è un caso. Reja guarda da lontano, ha chiesto acquisti di qualità, uomini pronti per il campionato italiano, capaci di inserirsi in tempi brevi, ha chiesto velocità d’esecuzione. L’arrivo di Basta, la trattativa per Astori e per Parolo possono essere letti in questa ottica. Lotito vorrebbe presentarsi al vertice con Edy mettendo sul piatto i fatti, non solo le parole. Ma non è detto che il furlan accetti, i dubbi non lo mollano un attimo, neppure sotto l’ombrellone.
Lo staff. Le valutazioni di Lotito non riguardano solo i profili, anche la composizione dello staff tecnico. Pioli lavora con quattro collaboratori da sempre e non ha intenzione di perderne nemmeno uno. La Lazio non rinuncerà a Grigioni, il preparatore dei portieri, un mago del genere, chi allenerà dovrà inserirlo nella sua squadra, non si scappa.
I costi legati allo staff tecnico pesano, possono condizionare le scelte. Donadoni, tanto per citare un altro nome, s’avvale dell’aiuto di sei persone, un po’ troppe. Piste estere: è stato proposto Ciriaco Sforza, sogna il ritorno in Italia da allenatore. S’è piazzato Murat Yakin, ha firmato per lo Spartak Mosca, era un obiettivo di dicembre.
Daniele Rindone
Corriere dello Sport
