Lazio, Pioli è la prima soluzione

Mercato e panchina: un doppio intreccio? La domanda è scontata. Lotito tratta Parolo e Astori, due uomini caldeggiati da Reja, il collegamento col furlan è logico. Ma può esserlo anche con Donadoni, l’azzurro è uno dei suoi pupilli. Lotito non dà tracce, ribadisce la linea: «La sceltà sarà fatta a metà giugno» .
Mercato e panchina in realtà non sarebbero intrecciati, sarà il tempo a indicare le verità. Lotito e Tare stanno concentrando le attenzioni sulla squadra senza perdere di vista il rebus “allenatore”. Le gerarchie non sarebbero cambiate, la corsa alla panchina della Lazio vede in pole Stefano Pioli. A seguire ci sono Simone Inzaghi (impegnato nelle Final Eight di Coppa Italia) e Roberto Donadoni. Non ci siamo dimenticati di Reja, tranquilli. Edy è vicino all’addio, la sensazione dei giorni scorsi non è cambiata. Ha espresso dubbi di vario genere (tecnici e ambientali), Lotito sta provando a rispondere con i fatti. Ma a Formello non è piaciuta qualche esternazione del tecnico, questo aspetto avrebbe ampliato le distanze.

Pioli. Lotito ha avviato le consultazioni, allaccia contatti ogni giorno. Il primo ad aver ricevuto una chiamata è stato Stefano Pioli, è in attesa, è bloccato, attende segnali, è una soluzione facile anche perché favorevole economicamente. Il contratto col Bologna non è un ostacolo, può essere strappato in pochi minuti, la società rossoblù aspetta il via per procedere. Pioli resta in pole, se sarà scelto bisognerà trovare un preciso accordo: riguarderà lo staff tecnico. Pioli lavora da sempre con quattro collaboratori, tra loro c’è un preparatore dei portieri. La Lazio ha il suo “mago”, è Adalberto Grigioni, la società lo considera nel progetto. E’ un aspetto da approfondire, andrà valutato in caso di fumata bianca.
E’ in ascesa Inzaghi, ma il suo futuro potrebbe essere legato all’esito delle finali Primavera. La vittoria nel derby, in rimonta, in inferiorità numerica, può avergli fatto guadagnare dei punti. Inzaghi conosce la Lazio da anni e anni, è stato un simbolo, ha intrapreso la carriera di allenatore con successo (a livello giovanile), spera nel salto di qualità, si considera pronto. La soluzione interna lo vede in prima fila, a lui potrebbe essere affiancato uno tra Sebastiano Siviglia e Fernando Couto. La giosta dei nomi non si ferma, gira e rigira.

Donadoni. Le voci si rincorrono, sin dalle prime ore di ieri sono aumentati i rumors che portano sulle tracce di Roberto Donadoni. L’operazione Parolo, come spiegato in precedenza, è stata legata automaticamente al nome del tecnico del Parma. I gialloblù sono in crisi, lo sanno tutti. Molti calciatori lasceranno il club, in partenza potrebbe esserci anche l’allenatore. Il Parma non ha la forza necessaria per convincere i suoi uomini migliori a restare, spera di incassare il loro sì sulla fiducia, grazie al rapporto di stima ed affetto costruiti in quest’ultima stagione. Donadoni è un tecnico che ha fatto bene, potrebbe liberarsi. Lotito ha parlato con tanti allenatori nelle ultime settimane, solo uno sarà scelto. Il presidente segue una filosofia precisa, lo fa da sempre: valuta, riflette, sonda varie piste, prende in esame tanti profili, non sceglie ad occhi chiusi. Ascolta i pareri, poi decide.

Daniele Rindone

Corriere dello Sport

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