Un anno fa, di questi tempi, Eddy Onazi aveva due strade davanti a sé: il ritiro con la Lazio e il Mondiale Under 20. Non imboccò nessuna delle due: quando Reja decise di portarlo ad Auronzo, dalla Nigeria era già arrivata la chiamata alle armi. Eddy, che assieme a Emmanuel e Adeleke fece tutto il ritiro con la Nigeria, ebbe uno screzio con il c.t. che gli costò la convocazione: niente Mondiale e niente prima squadra. A distanza di un anno, Onazi ha esordito in Serie A, fatto un’ottima impressione a Petkovic (che lo ha visto all’opera nel derby Primavera di Gubbio) e guadagnato, stavolta sì, la possibilità di fare la preparazione con la prima squadra. Non solo: la Lazio, per ora, non prenderà centrocampisti. Vuole capire se Onazi può essere davvero l’uomo nuovo su cui dare il via al ringiovanimento.
Rozzi scalpita
Ci fossero stati meno esuberi, probabilmente, di giovani in ritiro Petkovic ne avrebbe portati anche di più: dovevano essere quattro o cinque, invece saranno soltanto due. Oltre a Onazi (che in Primavera non potrà più giocare), anche Antonio Rozzi, uno che 12 mesi fa la Primavera l’aveva a malapena assaporata. In un anno è diventato titolare con Bollini, poi esordiente in Serie A contro il Milan e in Europa League, infine primo cambio nel periodo dell’infortunio di Klose. Aspettando il mercato, soprattutto quello in uscita, Rozzi andrà in ritiro per farsi conoscere dal nuovo tecnico, poi inizierà la stagione con la Primavera. Ma in un anno può cambiare tutto: a lui, come a Onazi, è già successo.
Marco Calabresi
Gazzetta dello Sport
