Lazio, Petkovic e squadra un`ora di confronto

Un’ora di confronto, un’ora trascorsa parlando di tutto e di più, analizzando il momento, sperando nel futuro, cercando di capirsi una volta per tutte. Un’ora di confronto progettando gli assalti al Legia Varsavia e al Napoli. Un’ora di processo interno, s’è svolto nello spogliatoio di Formello ieri pomeriggio. I toni erano sereni, le analisi sono state profonde. Vlado e la squadra hanno stretto un nuovo patto: d’ora in poi si cercherà di cambiare il meno possibile, basta rivoluzioni. L’UNI0Ne va dimostrata in campo con i fatti e con la tattica. A Genova, dopo i primi 15 minuti, è stato cambiato modulo, sono state rinnegate le scelte che erano state compiute pochi giorni prima del match. Il 3-4-3, promettente sulla carta, s’è rivelato fallimentare in partita. C’era confusione, i contatti tra il tecnico e alcuni giocatori erano continui. Vlado parlava spesso con Konko e Lulic, gli diceva «dovete stare più alti, se giocate bassi in difesa non stiamo a tre…» . Questi siparietti sarà meglio evitarli, aumentano il caos. La Lazio s’incarta, cambiare modulo e giocatori in modo frenetico non è mai consigliabile. Petkovic e i suoi uomini si sono guardati negli occhi ieri e hanno concordato sulla necessità di scegliere una strada e perseguirla. I giocatori hanno confermato la fiducia all’allenatore, non sono mai stati contro di lui, ma vogliono scendere in campo con le idee chiare, ben sapendo cosa devono fare.

NIENTE RITIRO – Più certezze, meno esperimenti, così la Lazio proverà a ripartire. I patti vengono stretti ogni settimana dall’inizio della stagione, nessuno finora s’è rivelato risolutivo. Petkovic e la Lazio ci riprovano, puntano il Legia Varsavia e il Napoli, non possono fallire altri appuntamenti. A Parma s’erano registrati passi in avanti, a Genova s’è tornati indietro nel tempo. E’ su questo punto che si è discusso nello spogliatoio, la crescita deve essere continua, non può arrestarsi bruscamente, non si può sempre ripartire da zero. Petkovic e la Lazio un anno fa s’incontrarono a metà strada dopo un’estate turbolenta, vissuta sperimentando moduli, mischiando strategie e alchimie. Petkovic abbassò la linea del pressing e la squadra aumentò il ritmo del gioco: il 4-1-4-1 si rivelò come il mix perfetto tra la filosofia dell’allenatore e le caratteristiche dei giocatori. LA SOCETA’ – Petkovic e la squadra chiusi nello spogliatoio per un’ora, sono scesi in campo intorno alle 16. Non è servito l’intervento dei dirigenti, devono essere il tecnico e i suoi uomini ad uscire dal tunnel, la strada maestra va trovata insieme. Lotito e Tare sono rimasti in silenzio e non hanno adottato provvedimenti punitivi. La Lazio si ritroverà a Formello alle 15 e domani mattina partirà con destinazione Varsavia. Non sono stati previsti ritiri anticipati, non sono state ordinate “condanne” o penitenze, non è detto che non vengano decisi in futuro. I TIFOSI – Non c’era traccia di tifosi a Formello, il popolo biancoceleste soffre, è deluso, sta mantenendo la calma. Il momento buio potrebbe riaccendere le proteste, non è successo. Ad ottobre infuriò la contestazione allo stadio, ma davanti alle cancellate del centro sportivo non si registrano manifestazioni furenti. I tifosi hanno concesso varie chance ai biancocelesti, non sono stati ripagati con la giusta moneta. La gente è demoralizzata, sognava un’altra stagione, non ha perso l’ultima speranza. L’atteggiamento dei tifosi va elogiato, deve spingere ancora di più la squadra a reagire, a trovare il filo conduttore.

Daniele Rindone

Corriere dello Sport

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