Lazio, Petkovic è soddisfatto

E’ un ottimista Petkovic, predica un calcio offensivo e spesso si prende anche qualche bel rischio, ma lo spirito positivo trasmesso alla Lazio alla resa dei conti s’è rivelato la dote indispensabile per una rimonta entusiasmante. Ci ha sempre creduto e ha continuato ad attaccare la squadra biancoceleste, non ha mollato e ha stritolato i turchi, pure se era sotto di due gol e ne aveva presi tre in mezz’ora. E’ stato questo il segnale più importante della serata di Trebisonda: Petkovic è ancora saldamente al timone, la Lazio è dalla sua parte e poco alla volta ritroverà il sorriso, fondamentale per continuare a divertirsi sudando e sacrificandosi. Alla vigilia aveva quasi ringhiato in conferenza stampa, stizzite per le critiche nate dopo il pareggio con il Sassuolo. Ieri sera il risultato lo ha aiutato a tendere la mano e riacquistare quella dose di umiltà con cui si era presentato l’anno scorso. «L’importante è restare positivi. Sono sereno e lo ero anche prima, per dare rispetto ci vuole rispetto anche da altri, ma negli ultimi giorni ho sentito alcune cose che non mi erano piaciute e per questo non ero pronto a confrontarmi. Parliamo di calcio giocato. Abbiamo dominato l’avversario, ma abbiamo anche pagato troppo alcuni errori evitabili. E’ una Lazio che ci ha creduto fino in fondo e che ha giocato un bel calcio. Potevamo vincere, abbiamo cercato il quarto gol dopo il pareggio. E sarebbe stata una bella propaganda. Non lo dico io, ma ho sentito commenti internazionali ».
Roma è la capitale del mondo, non solo del calcio. E si è vista una partita a due facce. La Lazio ha interpretato male la fase difensiva, ma ha giocato con testa e cuore la ripresa, facendo emergere enormi qualità. «Dobbiamo migliorare nel possesso palla, evitando di giocare sempre in modo frenetico, e ci vuole più cinismo nelle marcature preventive. Non sempre abbiamo difeso di squadra. Ma ci sono state tante cose positive contro una squadra tosta come ha dimostrato di essere il Trabzonspor. I ragazzi sono stati bravi a crederci fino alla fine. La reazione è un segnale a chi dall’esterno vuole portare negatività» . Promossi Felipe Anderson e Perea. «Mi hanno sorpreso in modo positivo, hanno lottato per quasi 90 minuti. dimostrando qualità, ma ora non dobbiamo parlare troppo di loro. Il gruppo ha fatto bene. I giovani avranno ancora possibilità per confermarsi e migliorarsi» . Non si è mai arreso. «Non è il mio modo di fare» . E quando gli è stato chiesto di Keita ha risposto con Floccari. «Non parliamo troppo di giovani, Keita è stato bravo perchè è importante chi entra riuscendo a dare un contributo. Ma dobbiamo parlare anche di Sergio che ha fatto due bellissimi gol» .

TARE

Il campo ha cominciato a dare le risposte per i giovani su cui ha puntato. E Floccari è stato decisivo. Igli, qualche giorno fa, spiegava che si sarebbe sbloccato tra ottobre e novembre. «La cosa più importante era che la squadra dimostrasse lo spirito giusto. Floccari non a caso è rimasto alla Lazio, è in grado di resistere a questi periodi no che capitano agli attaccanti. Mi hanno impressionato Felipe Anderson e Perea. Il brasiliano è al 60 per cento, gli manca la sua caratteristica migliore, ma si vede che ha qualità. Dobbiamo rimanere con i piedi per terra e non dobbiamo esaltarci, abbiamo bisogno di equilibri, questa squadra può arrivare lontano» . Fondamentale rialzarsi. «Potrebbe essere la partita della svolta. Il problema è che ci manca cinismo e cattiveria, ma credo che siamo sulla strada giusta. Quelli difensivi sono errori di autostima, in questo momento manca» . Prima della partita aveva protetto e difeso Petkovic dalle critiche. «E’ nervoso per l’epilogo della partita di Reggio Emilia. Vlado sa di avere una grande squadra, mette tanta passione nel suo lavoro ed ha alte aspettative. Non è sotto esame, non credo sia giusto. Siamo solo all’inizio, stiamo portando avanti un percorso importante di una squadra che ha cambiato molto, con tanti nuovi giovani in organico, e che ha già subito tanti infortuni. Viviamo un momento di assestamento».

Corriere dello Sport

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