La nuova Lazio nascerà nelle prossime settimane, Petkovic ha fissato la prima scadenza degli esperimenti: «Alla fine del ritiro cominceremo a tirare le somme, pianificheremo la squadra che affronterà la Juventus in Supercoppa e affronterà il campionato» . Siamo all’inizio, seguiranno sfide più difficili, la preparazione entrerà nel vivo, i big torneranno dalle vacanze, i nuovi già presenti s’integreranno sempre di più, quelli ai box (Felipe Anderson) cominceranno a correre, quelli che mancano all’appello (Biglia e Perea) si paleseranno. Il centrocampo è scoperto, il cantiere è aperto, non è facile lavorare senza gente come Hernanes, Candreva, Gonzalez e Marchetti. Ieri era assente Bizzarri, ha avuto un problema ad una spalla, al suo posto è stato schierato Strakosha (campione Primavera), non è mai stato impensierito. Petkovic ha bisogno di altro tempo, ne è passato poco dalla partenza del ritiro. Il primo test non l’ha deluso né l’ha impressionato, le aspettative erano poche, alcuni segnali sono stati positivi, li ha interpretati così il tecnico bosniaco: «Abbiamo lavorato duro in questi giorni, molti ragazzi non avevano le gambe pronte, era importante giocare, sentire le sensazioni della partita e allo stesso tempo è stato fondamentale non avere infortuni» . Una Lazio, tre moduli, undici gol, è presto per tracciare bilanci. E’ stata la prima uscita stagionale, il match con l’Auronzo s’è disputato al sesto giorno di ritiro, dopo aver percorso più di 24 chilometri, dopo aver faticato a bordo lago, in campo e sul sentiero di montagna. Vlado s’aspettava innanzitutto risposte mentali, quelle fisiche e tattiche arriveranno nel corso delle settimane: «Sentire il ritmo partita sul piano mentale diventa determinante, i giocatori hanno bisogno di sfogarsi in certe occasioni, ne avremo delle altre» . Le gambe sono pesantissime, la stanchezza si sente. Sono stati percorsi tantissimi chilometri e nell’arco di sei giorni la squadra s’è alzata per tre volte alle 7 di mattina: «I ragazzi li ho visti bene, avevamo lavorato tanto anche in mattinata, eravamo stati in campo per più di un’ora e mezza. Questo lavoro serve per accumulare le energie necessarie per il futuro, sono molto contento per quanto e come stiamo lavorando in ritiro» .
LA TATTICA – Prima la difesa a tre, poi l’assetto a quattro. Petkovic l’aveva detto, avrebbe provato entrambi i moduli difensivi, la scelta sarà compiuta quando l’organico sarà al completo: «Stiamo cercando di ripetere certi principi, i moduli vengono da soli. Abbiamo provato a giocare come sempre in modo offensivo e aggressivo, cercando di muoverci in fase di non possesso palla. L’ho detto anche ai ragazzi, hanno applicato bene i principi e si sono sacrificati. Mancano le gambe, ma è normale» . Mancano anche i big, arriveranno dopo il ritiro di Auronzo. Non manca l’entusiasmo ai giovani, ma è presto per dire se qualcuno di loro potrà davvero fare il salto. Hanno talento e personalità, andranno rivisti nei test più probanti, meglio non esagerare con le attese. I grandi di certo non possono tradire.
Daniele Rindone
Corriere dello Sport
