Vacanze finite, da ieri Petkovic è rientrato a Roma per iniziare la sua avventura nella Lazio. Yilmaz è ad un passo, il neo tecnico biancoceleste sta seguendo la stretta finale di Lotito, ma è già al lavoro per pianificare le prossime mosse di mercato, in uscita soprattutto. Il vertice con d.s. e presidente è in programma per oggi pomeriggio, c’è prima di tutto una rosa da sfoltire, poi il «caso» Zarate da analizzare. Ma servono anche rinforzi, un mediano e un esterno. «Petko» ha il terrore di ritrovarsi per intero ad Auronzo lo stuolo di giocatori (quasi 50) che, al momento, ingolfano la Lazio. Il 6 luglio li incontrerà tutti, con qualcuno sarà solo per un addio. Da oggi si pensa in quello che può essere definito il primo summit «fattivo» della nuova squadra. Ed è anche la prima «full immersion» di lazialità per il nuovo allenatore, particolarmente incuriosito dalla sua nuova dimensione. A Formello guarderà Italia-Germania, semifinale di Euro 2012, un po’ per dovere e un po’ per il piacere di vedere Klose all’opera. Il tedesco sembrava definitivamente scavalcato da Gomez, ma con l’Italia potrebbe essere ancora titolare: a 34 anni è tutto meno che a fine corsa. «Fossi stato a fine carriera avrei fatto un casino – ha detto Klose in patria – Ma sono sano, in forma, ho velocità e potenza, continuerò a fare il calciatore ancora a lungo, ma non svelo il mio obiettivo per il futuro». Il tedesco è l’idolo dei tifosi della Lazio e il top player di Petkovic, rimasto un po’ spiazzato quando ha saputo che tanti laziali tiferanno più Klose che Italia, giovedì. «Daje Miro, butta fuori l’Atletico Figc»: nella frase di MarcossL@zio c’è tutto, l’amore per il biancoceleste e la paura del procuratore Stefano Palazzi.
Andrea Arzilli
Corriere della Sera
