Lazio, per Parolo e Lulic allarme giallo

Pioli pensava alla trasferta di Empoli un minuto dopo aver piegato il Cagliari di Zeman. Si è dato piccoli obiettivi per raggiungere grandi traguardi. Lo aveva ricordato anche nel giorno di vigilia. «La classifica ora non la guardo. Troppo presto. Con i miei giocatori parlo solo della prossima partita. Andiamo di domenica in domenica. Questa deve essere la nostra mentalità». Il turnover non è ancora entrato a far parte dei suoi pensieri e del suo modo di raccontare calcio. «Schiero in ogni partita la formazione che ritengo migliore possibile». E allora si rischieranno brutte figure a immaginare, oppure a chiedere, se rinuncerà ai diffidati per la trasferta del Castellani. E’ scattato l’allarme legato ai cartellini gialli in casa Lazio, perché si tratta di tre big. Tre titolarissimi, per dirla alla Mazzarri. Sono in diffida Marchetti, Parolo e Lulic, che si è aggiunto per effetto dell’ammonizione presa lunedì nel posticipo con il Cagliari. Dopo Empoli, arriverà la sosta. E sabato 21 novembre, alla ripresa del campionato, allo stadio Olimpico si presenterà la Juventus, oggi prima in classifica e lontana appena sei punti. Un big-match, un appuntamento prestigioso e importante per la nuova Lazio, decisa a scalare la classifica. E sarebbe bello misurarsi con la squadra al completo, con tutti i suoi giocatori importanti. Ecco perché a Empoli i diffidati dovranno fare attenzione a non prendere cartellini gialli. Non sarebbero disponibili per affrontare i campioni d’Italia, oggi guidati da Allegri.

Portiere. Marchetti è in diffida già da un paio di partite. Ha preso tre cartellini gialli consecutivi (Palermo, Sassuolo, Fiorentina) per lo stesso motivo: perdita di tempo. E’ stato più attento nelle ultime tre partite con Torino, Verona e Cagliari. Pioli gli ha dato fiducia. Berisha è un vice affidabile, ma sarebbe un peccato perdere Federico nel momento in cui si sta rilanciando dopo sei mesi da incubo e condizionati da diversi infortuni muscolari. Non c’è motivo di cambiarlo o preservarlo a Empoli, pure trattandosi di una sfida speciale con il suo amico Gigi Buffon, conosciuto ai tempi in cui cresceva nel Torino e ritrovato in nazionale. Anche il ct Conte lo considera l’erede naturale.

Doppio cursore. La preoccupazione principale di tanti tifosi biancocelesti riguarda il centrocampo. Sono a rischio i due “pistoni” del motore biancoceleste, ovvero Lulic e Parolo, le vere chiavi tattiche del gioco di Pioli. Recuperano palla, si inseriscono, viaggiano ad alta velocità. Quanto siano importanti, lo testimoniano i numeri. L’ex incursore del Parma è stato sinora il giocatore più utilizzato dal tecnico emiliano. Sempre titolare, mai sostituito: 900 minuti filati in campo con la Lazio. Un titolare a tempo pieno, perché aveva giocato tutta la partita anche nel preliminare di Coppa Italia con il Bassano. Fondamentale il sostegno di Lulic, sinora impiegato nel tridente o da mezz’ala sinistra. Sviluppa un volume di gioco impressionante, sforna assist (due con il Cagliari, il totale fa tre) e segna. Già due gol nelle prime dieci giornate. E’ dura rinunciare al jolly bosniaco, che nelle ultime due settimane è sceso in campo in condizioni precarie per una forte contusione al ginocchio riportata a Firenze. Dopo la trasferta di Empoli, dovrà rispondere alla convocazione della nazionale per le qualificazioni europee. Non mancano le alternative a Pioli: Cataldi aspetta il debutto, Onazi è in forma, Gonzalez freme e poi c’è anche Ledesma, chiuso da Biglia. In teoria un turno di stop per Lulic ci potrebbe stare. In realtà è ancora difficile pronosticarlo, a meno che Pioli non ipotizzi una staffetta proprio tra il bosniaco e Parolo, i due diffidati del centrocampo. Così dividerebbe il rischio del cartellino giallo e di una temutissima squalifica prima della partita con la Juve.

Fabrizio Patania

Corriere dello Sport

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