Londra sì, Cremona forse no. Il futuro prossimo di Stefano Mauri è basato su una certezza e una situazione da definire: stasera giocherà a Londra contro il Tottenham, ma domani pomeriggio potrebbe disertare la convocazione arrivata dalla Procura. Il giocatore è atteso dal gip Salvini: un interrogatorio chiesto con una rogatoria dal pm di Berna nell’ambito di una inchiesta dove s’ipotizza il reato di riciclaggio (sentiti tra domani e sabato anche Paoloni, Gritti, Gervasoni e Bressan). Nel mirino c’è un conto sospetto intestato ai genitori di Mauri. Su questo conto sono transitati soldi giudicati dagli inquirenti di provenienza non chiara. In particolare, un versamento di 100 mila euro che avrebbe eluso una serie di regole ferree previste dall’ordinamento bancario svizzero. Testimone Il centrocampista sarà ascoltato come testimone informato sui fatti visto che il conto non è a suo nome. A sentirlo sarà lo stesso gip che aveva firmato l’arresto del 28 maggio. Una «coincidenza» che suona strana agli avvocati del giocatore. Ieri i legali Matteo Melandri e Amilcare Buceti hanno diffuso un comunicato duro: «si prende atto dell’ennesima di fuga di notizie dal palazzo di Giustizia di Cremona. Stefano Mauri sarà sentito in qualità di testimone, contrariamente a quanto scritto su tutte le testate giornalistiche. Nonsi comprende per quale motivo l’adempimento non debba svolgersi davanti al magistrato del tribunale di residenza del soggetto interessato. Resta incomprensibile la scelta dell’unico magistrato italiano che non solo sta svolgendo il ruolo di Gip (da noi ritenuto incompetente territorialmente) nell’indagine nella quale Mauri è indagato, ma che nella medesima inchiesta ha già emesso un’ordinanza di custodia cautelare». Scenari Queste le puntualizzazioni, ma resta una domanda: perché il conto intestato ai genitori di Mauri è considerato sospetto? In Svizzera è un reato anche l’autoriciclaggio: è vietato far transitare dei soldi da un proprio deposito a un altro di comodo senza indicarne la provenienza. Gli inquirenti ipotizzano che dietro i movimenti ci possa essere un’evasione fiscale (pagamenti in nero) oppure i proventi delle combine (ma le date non coincidono). In questa fase iniziale dell’indagine è necessario un passaggio a garanzia dello stesso Mauri: chiamarlo come testimone per dargli la possibilità di spiegare la sua estraneità, lasciando la patata bollente in mano ai genitori. Mauri, però, sembrerebbe intenzionato a non presentarsi a Cremona: scelta delicata perché ha l’obbligo, salvo un legittimo impedimento, di andare dai magistrati che altrimenti potrebbero in seguito disporne l’accompagnamento coatto. Il giocatore sarebbe disposto a recarsi in Svizzera per chiarire con i magistrati, mac’è di mezzo una rogatoria e non può essere certo un testimone a scegliere luogo e autorità. Ecco perché alla fine Mauri potrebbe non disertare la chiamata del gip. Comunque vada, la partita di Cremona sarà molto più lunga di quella londinese.
Francesco Ceniti
Gazzetta dello Sport
