Per ora è un’idea, solo quello. Ma nelle prossime ore potrebbe partire l’assalto a Roberto Donadoni che entra nella lista dei candidati alla panchina che fu di Reja. Il divorzio con l’allenatore goriziano ha solo bisogno di essere ufficializzato, i rapporti restano buoni con Lotito anche se le ultime esternazioni (poi smentite) di Edy non sono piaciute a Formello e di certo non contribuiscono a fare chiarezza.
Si va avanti, venerdì il vertice con Reja poi l’addio e allora bisogna stringere i tempi per annunciare il nome del tecnico che dovrà guidare il nuovo corso. Simone Inzaghi è la soluzione più facile e per certi aspetti più logica, più staccato c’è Stefano Pioli avvistato a Formello anche se non sono arrivate conferme. Nelle ultime ore, sta avanzando la candidatura di Donadoni, reduce da una stagione straordinaria col Parma chiusa con una storica qualificazone in Europa League poi cancellata dai tribunali. Proprio la complessa situazione del club emiliano, peraltro il presidente Ghirardi ha ottimi rapporti con Lotito, sta ritardando l’eventuale assalto al tecnico che era stato in predicato di diventare l’allenatore del Milan prima che Galliani si indirizzasse su Pippo Inzaghi. A Parma si è dimesso il Cda, ci sono problemi legati anche alla permanenza dei giocatori migliori se Ghirardi confermerà la sua volontà di lasciare la società. A quel punro tornerebbe in bilico anche la posizione dell’allenatore che rappresenta l’ideale per la Lazio. I risultati parlano per lui così come l’atteggiamento sempre corretto avuto che ne fa uno dei tecnici più stimati da Lotito proprio per la serietà dimostrata in questi quasi tredici anni di panchine sparse per tutta l’Italia. Mai un’uscita sopra le righe, solo lavoro e poi lavoro sul campo con tanti giovani lanciati in queste stagioni ma anche l’abilità di sapersi confrontare con talenti un po’ fumantini come Antonio Cassano.
Lotito riflette in questi giorni ma è chiaro che se fosse possibile affonderebbe il colpo per quello che è un suo vecchio pallino. Già dopo la sua esperienza con la nazionale chiusa nel 2008 con l’eliminazione ai quarti contro la Spagna (ai rigori), Donadoni era entrato in orbita Lazio poi le scelte caddero su altri allenatori ma ora la situazione potrebbe tornare nuovamente d’attualità se i problemi del Parma portassero alla fuga dei migliori oltre che del tecnico.
Sono giorni decisivi anche perché, è vero che «a Formello ci sono solo le pecore, l’allenatore adesso non serve» come ribadisce Lotito, la Lazio ha bisogno di qualche certezza immediata per dare un segnale di voler ripartire. Il Milan prese Allegri il 28 giugno e poi vinse lo scudetto, la Roma scelse Garcia nello stesso periodo temporale e ha sfiorata un’impresa epica, ma i tifosi vorrebbero che a guidare il nuovo progetto ci fosse un allenatore di livello. L’ideale è Roberto Donadoni e questo a Formello lo sanno perfettamente senza nulla togliere a Simone Inzaghi che rimane ancora il favorito per sedersi sulla panchina biancoceleste.
Luigi Salomone
Il Tempo
