Lazio, passa l`ultimo treno

Dodici punti per l’Europa. Reja ci crede ancora, com’è giusto dopo la sconfitta del Milan contro la Roma. Il gol segnato sette giorni fa da Candreva nell’ultimo minuto della sfida al Torino ha tenuto accesso il lumicino della speranza, o forse allungato l’agonia biancoceleste. Qualunque sia la verità, il sesto posto è lì, a soli due punti: battendo oggi pomeriggio il Livorno, dunque, la Lazio può scavalcare il Milan e magari anche il Parma, se il Cagliari riuscirà a fermare la squadra di Donadoni.
Sognare non costa nulla. E Reja ci prova. «La Roma ci ha fatto un bel favore – ha riconosciuto il tecnico goriziano – abbiamo un’opportunità per agguantare le squadre davanti. Il Milan è ancora davanti con 51 punti, ma chi perde una partita è condizionato: dobbiamo battere il Livorno per superare i rossoneri, altrimenti sarebbe giusto non andare in Europa». Nessuna scusa. Il deludente pareggio ottenuto in extremis contro il Torino non ha condannato la Lazio, ma complicato in modo forse decisivo la corsa dei biancocelesti, attesi ancora dagli scontri diretti con Verona (5 maggio all’Olimpico) e Inter (10 maggio al Meazza) prima dell’ultima sfida contro un Bologna mai così disperato.
Ecco perché da qui in avanti non sono permessi errori. Per l’Europa servono quattro vittorie e due piccoli passi falsi delle rivali dirette, Parma e Torino. «È sempre il solito disco – ha osservato Reja – ogni partita è determinante. Al Picchi i 3 punti sono obbligatori: dobbiamo fare la partita e vincere. Un problema chiudere il campionato al sesto posto e dover affrontare i preliminari in estate? Non scherziamo, i calciatori avranno un mese per riposare: giocare le coppe sarebbe un risultato insperato e una grande soddisfazione. Facciamo dodici punti e alla fine tireremo le somme».
I primi tre, sulla carta, dovrebbero essere i più semplici. Il Livorno è in piena corsa per la salvezza e avrà grandi motivazioni, ma sta attraversando un momento negativo (un punto raccolto nelle ultime sei giornate). E poi, nonostante le tante assenze in casa Lazio, la differenza tecnica tra le due squadre è evidente. «Il Livorno deve vincere per sperare ancora – ha osservato Reja – e giocherà una gara dal grande agonismo. Con tutto il rispetto, però, la squadra di Nicola è alla nostra portata. In questa settimana abbiamo lavorato bene, mi sembra ci sia stata una buona risposta dal punto di vista fisico. Ora bisogna solo evitare gli errori commessi con il Torino».
Reja pretende attenzione e svela i piani tattici, inevitabilmente condizionati dai problemi dell’infermeria. «Il dubbio è Biava – ha rivelato l’allenatore della Lazio – negli ultimi giorni non ha lavorato con la palla, sente dolore nei cambi di direzione a causa della solita infiammazione al ginocchio e lo abbiamo risparmiato. Domani mattina (oggi, ndr) scenderà in campo per l’ultimo provino e se mi darà l’ok giocherà. Con lui potrei scegliere la difesa a tre, altrimenti sicuramente a 4, con tre uomini a centrocampo e tre davanti. Gonzalez? Sta bene ed è un’opzione in più, ma è difficile impiegarlo dal primo minuto. Marchetti? Non è ancora in condizione, deve lavorare a ritmi alti per tornare al top».
Il campionato, del resto, è quasi finito. Così come l’avventura a Formello del portiere veneto, mai così vicino all’addio. In attesa di una dichiarazione ufficiale della società, invece, Reja non ha dubbi sul proprio futuro: «Ne abbiamo già parlato – ha spiegato quasi con irritazione il friulano – il progetto andrà avanti a prescindere dalla qualificazione in Europa. Anzi, stiamo già lavorando per la prossima stagione». Una stagione che sarebbe decisamente più triste senza le coppe.
Daniele Palizzotto

Il Tempo

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