Per ora sono soltanto prove e non si può sostenere che Petkovic abbia deciso di cambiare un’altra volta il modulo. Ma la notizia va registrata e suscita una certa sorpresa a tre giorni dalla ripresa del campionato e prima della sfida con la Sampdoria, appena ereditata da Mihajlovic. Ieri pomeriggio, per un’ora e mezzo, la Lazio si è esercitata con la difesa a tre. Ci manca solo questo e Petkovic avrà provato proprio qualsiasi tipo di soluzione tattica: dopo un ritiro estivo, tre mesi di attività ufficiale e 17 partite della nuova stagione, non ha ancora trovato una formazione-tipo, una fisionomia precisa della squadra, sette-otto titolari intorno a cui ruotare gli altri, dando vita al turnover. Le prove con la difesa a tre sorprendono perché dal Tardini di Parma, prima della sosta del campionato, erano emersi segnali positivi. La squadra biancoceleste aveva giocato discretamente e tenuto bene il campo, mancando il successo pieno soltanto perché non era arrivato il gol del raddoppio. Ma la Lazio, di nuovo schierata con il 4-1-4-1 o 4-3-3 con gli esterni più larghi, era piaciuta e aveva convinto. Klose davanti, Candreva e Keita sulle fasce con il compito di aiutare anche nella fase difensiva, tre centrocampisti centrali (Onazi, Ledesma, Hernanes) davanti a Novaretti e Cana. Riferimenti precisi nel gioco. Un allenatore prudente ripartirebbe da quel tipo di prestazione e di assetto. Può darsi che la Lazio si presenti nello stesso modo a Marassi e che Petkovic abbia approfittato della sosta solo per verificare soluzioni futuribili, ma gli indizi di una svolta si possono scorgere e forse ci sono elementi convergenti a spingere verso una nuova direzione. Per una volta il tecnico bosniaco potrebbe adeguarsi agli avversari, facendo pretattica con Mihajlovic. L’assenza di Klose potrebbe essere un motivo supplementare per modificare l’attacco e il pieno recupero di Lulic un’altra spiegazione plausibile. Da qualche giorno si ragiona sull’ipotesi di un ritorno di Radu al ruolo di difensore centrale e alla necessità di non sacrificare Keita, decisivo a Parma e il più in forma della Lazio, con il ritorno dell’esterno bosniaco, guarito da uno stiramento. Infine, come ultimo e non banale spunto di riflessione, le condizioni di forma precarie di Hernanes, appena rientrato dal Sudamerica, come Biglia e Gonzalez.
FANTASISTI – Ieri Petkovic ha provato il 3-4-3. Tre difensori centrali (Ciani, Cana e Radu), due esterni in grado di coprire tutta la fascia (Cavanda a destra, Lulic a sinistra), una linea mediana forte e composta da Ledesma e Onazi, due guastatori (Felipe Anderson e Keita) a ridosso di Perea, re del pressing ma con poca profondità per giocare da solo in attacco. Il colombiano sembra in vantaggio su Floccari. E questo tipo di assetto concepirebbe l’impiego di Radu, Lulic e Keita, liberando l’estro dello spagnolo in avanti. Resta difficile immaginare che Felipe Anderson possa essere preferito dal primo minuto a Candreva. L’azzurro di sicuro giocherà a Marassi (vogliamo sperarlo e ci mancherebbe altro di non vederlo titolare), poi tutto può succedere: quest’anno se ne sono già viste tante da non doversi più sorprendere. Nell’altra formazione, schierata con la difesa a quattro, si muovevano Novaretti, Dias, Pereirinha, Biglia, Hernanes e tutti gli altri. Compreso Konko, tornato ad allenarsi dopo un giorno di stop per i dolori al polpaccio sinistro. Modulo e condizioni fisiche non c’entrano. Il francese, che a Parma non se la sentiva di giocare, di sicuro a Marassi non partirà tra i titolari.
Fabrizio Patania
Corriere dello Sport
