E adesso che succederà? Ci sono momenti in cui servirebbe più coraggio per fare chiarezza e dare una sterzata vigorosa al momento di caos imbarazzante che sta segnando l’anonimo campionato biancoceleste. Dove deve scivolare la Lazio prima che la società prenda in mano la situazione e decida di cambiare? Forse il fondo non è stato ancora toccato, però la strada sembra essere proprio quella giusta, per avvicinarsi sempre di più. Nonostante le sconfitte, la classifica diventata malinconica, i marchiani errori in campo per mancanza di organizzazione tattica, oltre che per limiti tecnici, il momento è contraddistinto da un’inspiegabile atarassia. Quasi rassegnazione.
UEFA A 10 PUNTI
Ma si può essere rassegnati dopo appena un terzo di campionato? Si può già accettare l’idea di vivere un’annata senza ambizioni? E’ vero che la zona Uefa è già lontana un anno luce, che la difesa ha fatto diventare l’attacco del Napoli devastante come il ciclone Cleopatra, che la squadra non ha più né certezze, né spartito, né idee. Ma, siccome il percorso è ancora lungo, questo sarebbe il momento opportuno per provare a ripartire con una scossa. A reagire veramente, non soltanto con qualche inutile sgridata scolastica. In verità la società ha già perso un mese e, di conseguenza, anche punti e posizioni in quanto il presidente avrebbe dovuto sollevare Petkovic nel periodo in cui ha cominciato a rendersi conto che la situazione stava imboccando un tunnel senza uscita. E’ intenzionato ad aspettare Natale, a perdere ancora del tempo, sperando in chissà quale improbabile miracolo. O crede nel tecnico, oppure no. Se ci crede davvero non può manifestargli fiducia a tempo, renderlo un precario, delegittimarlo. Se non ci crede più, deve trovare il coraggio di interrompere il rapporto. Possibile che non ci sia un tecnico in grado di guidare la squadra? Peggio di così…
GLI ERRORI
Da 2 stagioni la Lazio fa un mercato per togliere il posto a Ledesma: prima con l’acquisto di Cana, quindi con quello di Biglia. L’albanese ha dimostrato di non poter fare il centrocampista e Petkovic, che pensava di adattarlo a difensore, si sarà reso conto che questa opzione tattica si sta rivelando un azzardo. Biglia è come un soprammobile: se c’è abbellisce, se manca nessuno se ne accorge. Impensabile che, con una coppia di centrali come Ciani e Cana, la squadra possa rinunciare a Ledesma. Per caratteristiche tattiche ed esperienza, infatti, è l’unico che garantisce la necessaria copertura, un compito che non riesce a Biglia, elegante ma anche troppo didascalico nelle giocate. Due centrali, lenti e macchinosi, non vanno mai lasciati in mare aperto, nell’uno contro uno, altrimenti si rischia il naufragio. Bisogna conferire alla squadra un’organizzazione tale che assicuri alla difesa la protezione nella fase di non possesso. Ma diventa impossibile cambiando modulo e interpreti a ogni partita. Infine, quel coraggio che manca a Lotito, fa difetto anche a Petkovic che tiene in panchina Keita, l’unica nota lieta della stagione, un ragazzo di personalità, di qualità e determinato, in grado di far saltare gli equilibri. E anche i continui zibaldoni tattici non evidenziano mancanza di coraggio, oltre che di identità? La Lazio ha urgente bisogno di ritrovare qualche certezza e di affidarsi a un nocchiero che sappia usare la bussola. Il momento è complicato, perché vengono alla luce i nodi di un mercato senza logica, la confusione e gli errori dell’allenatore, la scarsa affidabilità di calciatori sopravvalutati. Se dev’essere un anno perso, allora meglio dare spazio ai giovani. Sono tutti responsabili sulla barca biancoceleste alla deriva: Lotito deve prendere subito il timone, spazzare via gli equivoci e invertire la rotta. Altrimenti rischia di imitare Schettino.
Gabriele De Bari
Il Messaggero
