Si parte e si torna a mani vuote. Si parte e si viaggia male, malissimo. Serve una svolta immediata, non si può andare avanti così. La Lazio da trasferta nel 2013 ha raccolto la miseria di una vittoria, è successo quattro mesi fa a Milano (Inter-Lazio 1-3). Lo score è impietoso: 12 partite di campionato giocate fuori casa, un successo, tre pareggi, otto sconfitte. Sono numeri da retrocessione, sono numeri da cancellare. Si tornerà a viaggiare oggi, la Lazio raggiungerà Reggio Emilia per affrontare il Sassuolo tra 24 ore. Petkovic pretende continuità dalla squadra nonostante l’emergenza, vuole dare seguito al successo ottenuto mercoledì contro il Catania.
LA TENDENZA – Una Lazio ambiziosa non può frenare e franare così spesso in trasferta. E’ una vecchia tendenza, va avanti da troppo tempo e s’è confermata in questo inizio di stagione. Sono stati giocati cinque turni di campionato, la Lazio ha affrontato la Juve e la Roma fuori casa (i giallorossi da calendario hanno ospitato l’evento). Sono arrivate due sconfitte (4-1 e 2-0), è stato messo a segno un solo gol, ne sono stati incassati sei. Non è una novità, l’andamento lento s’era registrato anche l’anno scorso. La Lazio partì bene, vinse a Bergamo contro l’Atalanta, servì il bis in casa del Chievo, perse a Napoli, ma schienò facilmente il Pescara. Poi? Iniziarono le sofferenze. Petkovic, dal 7 ottobre, tornò a vincere in trasferta il 22 dicembre, sbancò Genova, mandò al tappeto la Sampdoria. Nel 2013 arrivarono delusioni continue: pareggio a Palermo (2-2), sconfitte col Genoa (3-2), col Siena (3-0), col Milan (3-0) e col Torino (1-0). Il pari con la Roma (1-1) interruppe la striscia, ma solo per poco. Arrivò il match di Udine, finì male (1-0). La continuità è sempre mancata lontano dall’Olimpico: non bastarono il pareggio di Parma (0-0) e la vittoria di Milano contro un’Inter decimata (1-3) per chiudere al meglio la stagione. A Trieste, in campo neutro, i biancocelesti furono battuti dal Cagliari (1-0). I CONTI – Così non si può procedere, non basta vincere all’Olimpico. La Lazio dimostri carattere una volta per tutte, è ciò che serve. Non basta la tattica, non contano solo i movimenti in campo, le occasioni da gol. Contano attributi e determinazione, conta la mentalità vincente. Petkovic la decanta sin dal suo arrivo, fuori casa non s’è vista almeno in campionato, al massimo s’è intravista. Non è un’accusa, è una considerazione, un dato di fatto. Sia anche il tecnico a spronare il gruppo, a pretendere di più. I punti in palio a Reggio Emilia vanno presi, non si possono lasciare per strada. Servono come il pane per arrivare tranquilli al doppio match contro Trabzonspor e Fiorentina. Ultimi tre sforzi prima della sosta, la Lazio giocherà due volte in trasferta. In Europa l’anno scorso si fece valere su più campi, in particolare in Germania (pareggiò contro il Borussia Moenchengladbach e vinse a Stoccarda). Andò male in Turchia, in casa del Fenerbahce. Ma l’arbitro condizionò il match. Niente alibi, è logico attendersi una Lazio unica, vincente in casa e fuori il più possibile. Aquile che volano a metà non si sono mai viste.
Daniele Rindone
Corriere dello Sport
