Lazio, ora ci si mette anche la sfortuna

Ci sono partite per le quali è difficile davvero fare un commento. È questo il caso di Genoa-Lazio, una gara che la squadra di Pioli non ha vinto dopo aver dominato in largo e in lungo almeno nel primo tempo. Una giornata maledetta quella di Marassi, come succede ormai da troppi anni, con la Lazio che esce con le ossa rotte, nel vero senso del termine. C’è poco da imputare questa volta al tecnico laziale, perché la squadra ha fatto quello che aveva detto. Eravamo abituati alle conferenze stampa di Petkovic, che annunciava ogni volta che la sua squadra sarebbe scesa in campo per fare la partita e invece in realtà finiva sempre per essere in balia dell’avversaria. Questa volta invece la Lazio è stata proprio quella che aveva promesso in conferenza stampa l’allenatore, ha fatto la partita, ha controllato il gioco e dominato la gara. Biglia è stato perfetto in entrambe le fasi, Braafheid piace sempre di più sulla fascia in fase di spinta, Felipe Anderson per la prima volta ha mostrato tutte le sue qualità. Proprio il brasiliano è l’eredità più bella che la Lazio si porta dietro da questo incontro.

Infatti il finale di primo tempo ha privato Pioli di giocatori preziosi come Biglia e Basta. L’argentino è uscito molto dolorante dallo stadio e si teme uno stop anche lungo. Un vero peccato perché in questo momento era l’elemento più prezioso del centrocampo laziale. Vogliamo bene a Ledesma, giocatore legatissimo alla Lazio, ma in questo momento è più di un gradino sotto rispetto a un Biglia che dopo il Mondiale ha preso una consapevolezza nei propri mezzi, una grinta che fino allo scorso anno erano inimmaginabili. Anche quella del serbo è stata un’assenza pesante, anche perché rispetto a Konko è molto più forte. Poi nella ripresa è arrivato anche l’infortunio di Gentiletti, che dovrebbe restare fuori addirittura per sei mesi. Una vera disdetta. Insomma Pioli non ha potuto fare altro che sostituire i propri giocatori, senza poter cambiare la partita. Si è trovato una squadra indebolita rispetto a quella che immaginava e nel finale non ha potuto dare spazio a Keita e Klose.

La nota più positiva della giornata è stata la prestazione di Felipe Anderson, che è stato bravissimo, una vera e propria minaccia per la difesa del Genoa. È calato alla distanza, ma era preventivabile. Qualche perplessità, se possiamo, ce l’ha lasciata Djordjevic, che lotta molto ma sembra poco determinato e preciso sotto porta. Chissà se con Klose in campo magari il gol non sarebbe arrivato. Altri dubbi li lascia de Vrij. Un giocatore secondo noi molto bravo in area di rigore, ma che soffre maledettamente almeno in questa prima fase il gioco di Pioli, il dover essere sempre molto alto. Con due gialli è stato espulso e anche lui non ci sarà contro l’Udinese. Giovedì all’Olimpico vedremo in campo uno tra Novaretti e Ciani vicino a Cana. Brividi!

Giorgio Capodaglio

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