Da oggetto misterioso a insostituibile. È la parabola di Lucas Biglia, il centrocampista argentino acquistato la scorsa estate dalla Lazio per la non irrisoria cifra di 10 milioni. Vlado Petkovic aveva deciso di affidargli le chiavi della squadra. Era lui il tipo di play che l’ex tecnico cercava. E per farne il nuovo perno del centrocampo aveva deciso di sacrificare un certo Cristian Ledesma, che alla Lazio era (ed è) un’istituzione.
Svolta Reja
Piano fallito, però. Perché, fin quando c’è stato Petkovic, Biglia non si è visto. O meglio, non si è visto il vero Biglia, quello capace di farsi apprezzare in Champions con l’Anderlecht, quello bravo a ritagliarsi un posto al sole nella Seleccion argentina. Ci è voluto Edy Reja per svelare al mondo laziale il vero volto di Biglia. Con l’avvento del nuovovecchio tecnico il centrocampista si è rialzato insieme con la squadra. Nelle ultime otto partite giocate è sempre andato oltre la sufficienza tranne in un’occasione, mentre in precedenza aveva preso una sfilza di brutti voti. E insieme con Biglia si è rialzato pure Ledesma. Sì, perché quella che sembrava una coesistenza impossibile è diventata una coabitazione indispensabile. Domani contro l’Atalanta la ditta potrebbe però separarsi perché Ledesma non è al meglio (contusione a un ginocchio). Se non dovesse farcela toccherà a Biglia fare gli straordinari. L’ex Anderlecht in ogni caso ci sarà.
Comunicato di Lotito
Si giocherà in un Olimpico deserto. Poco più di 2mila i biglietti venduti, quasi 23mila gli abbonati, ma la maggior parte diserterà per il secondo atto della protesta antiLotito. A proposito del quale ieri la Lazio, su sollecito della Consob, ha emesso un comunicato con cui spiega perché non è decaduto dalla sua carica dopo la pronuncia della Cassazione sul processo per aggiotaggio: «Non ci sono i presupposti per applicare gli articoli 18 dello Statuto e 22 bis delle Noif della Federcalcio non essendoci stata da parte della Cassazione nessuna condanna a titolo definitivo».
Stefano Cieri
Gazzetta dello Sport
