E’ il suo momento, un’altra volta. Ha giocato col Livorno e giocherà a Verona. Ha ricevuto offerte dall’estero, lo vorrebbero in prestito gratuito, la società ha detto no. Ma il suo manager, Antonio Caliendo, non ha escluso sorprese: «Ederson è richiesto da molte squadre, non solo in Inghilterra, ma in tutta Europa. Lui sta bene alla Lazio, al momento pensa solo a far bene a Roma, poi si vedrà. Aspettiamo dopo le feste e vediamo cosa succede, siamo in balia degli eventi» . Prima il Verona, poi il mercato o forse no. Ederson e i suoi momenti, le sue speranze, le sue attese, i suoi sogni realizzati e incompiuti. Non ha mai strappato la maglia da titolare, s’è dovuto accontentare delle briciole. Ha giocato in Europa, ha faticato in campionato. Petkovic gli ha detto “bravo” domenica, l’ha richiamato in panchina al 20’ del secondo tempo. Ha giocato nel 4-1-4-1, era a ridosso di Klose, s’è trovato a suo agio, indossa la maglia 10 perché si sente un fantasista: «Scendere in campo per me è stato molto importante – disse il brasiliano a fine partita – ne avevo tanto bisogno, ho ricoperto un ruolo che combacia al meglio con le mie caratteristiche. Ho giocato dietro le punte e mi sono mosso senza palla, l’ho fatto cercando di stare all’altezza dei centrocampisti per dare una mano ai compagni e poi ripartire». A Verona mancherà Hernanes (è squalificato), ci sarà bisogno di Ederson. Petkovic ha osato molto col Livorno (c’era solo Biglia a protezione della difesa, i brasiliani si inserivano in avanti), nella tana di Mandorlini bisognerà fare attenzione alla strategia. Ederson, da centrocampista o da rifinitore, ha voglia di aiutare la squadra: «In estate ho giocato tanto, poi è successo di meno, ho sempre cercato di rispettare le scelte del mister allenandomi al massimo. Giocare contro il Livorno è stato un buon modo per ricominciare, ma dobbiamo confermarci» . Ederson ha rilanciato la sua candidatura, non è la prima volta che accade. Ha un’occasione d’oro, può firmare la seconda presenza consecutiva in campionato, non è poco considerando le bocciature che ha dovuto metabolizzare. A Verona servirà gente pronta, pratica, determinata. Ederson dovrà dimostrare queste doti, i suoi voli sono rimasti a metà. Una nuova chance è lì che lo attende, va colta al volo. Ha resistito alla tentazione di andare via, ha lavorato sodo in estate per superare i guai fisici che avevano penalizzato l’annata 2012-13. Le offerte ricevute dall’estero per ora sono state congelate, la possibilità di giocare con continuità è allettante. Ederson, dopo anni di inseguimento, ha scelto di sposare la Lazio e Roma. La sua famiglia si trova benissimo nella Capitale e vorrebbe continuare a viverla. La tappa di Verona sarà decisiva per tutti, la sosta invernale e l’inizio del mercato serviranno per tracciare i primi bilanci.
LA RIPRESA – Petkovic ha ritrovato la truppa ieri pomeriggio, per una volta non sono serviti processi e riUNI0Ni, nessuno è stato chiuso nel confessionale. In campo si sono rivisti Cana e Novaretti (nei giorni scorsi erano febbricitanti) più Dias e Konko. Solo una contrattura ai flessori della coscia destra per il brasiliano, anche il francese è a disposizione, lamentava dolori a causa di una contusione subita alla testa del perone (fu colpito da Duncan durante il match col Livorno). A Verona non ci sarà Hernanes, mancherà Gonzalez (rientrerà dopo la sosta invernale). Berisha riprenderà ad allenarsi a fine settimana, sabato è finito in Paideia per una botta in testa.
Corriere dello Sport
