Edy è fatto così. Lungi dall’avvilirlo, le emergenze lo caricano. Berisha in porta, difesa a tre, centrocampo a quattro, attacco under 20 con la formula “due più uno”. Reja ha perso Klose, colpa di un virus influenzale, ma aveva già pensato di affidarsi ai ragazzi terribili Felipe Anderson, Keita e Perea. Gli attaccanti sono contati, questo è sicuro. Miro è out, Floccari è stato venduto, Helder Postiga sbarcherà a breve. Il virus dell’influenza almeno ha lasciato in pace Candreva (recuperato, andrà in panchina), è tra i superstiti, è salito sul treno che ieri pomeriggio ha portato la truppa in Campania. Sarà turnover a Napoli, un turnover forzato, la Croce rossa ha smobilitato appena in tempo. Biava è affaticato, Hernanes ha un problema ad un adduttore, Biglia è uscito acciaccato dal match con la Juve, ma sono stati convocati, solo Radu è stato risparmiato per Verona. Ederson tornerà tra sei mesi (è stato operato ieri, intervento ok). «E’ un turnover forzato, ho un po’ di problemi, la formazione la farà il medico…», ha sospirato Reja.
A Napoli, nella sua Napoli, il furlan avrebbe voluto fare meno calcoli, sperava di schierare la formazione migliore possibile, ma non s’è fasciato la testa, proverà a far finta di niente…: «Potendo avrei schierato anche la stessa formazione che ha affrontato la Juventus. Avrei utilizzato Klose almeno per un tempo, davanti ci sono solo Perea, Felipe Anderson e Keita. Ma chiunque giocherà lo farà al massimo», ha spiegato in conferenza stampa. Che barba, che noia, che iella, non si può. Il turnover è stato suggerito dalle circostanze, ecco perché è forzato. L’intreccio del match contro gli azzurri è dettato dalle stravaganze del destino, al tecnico biancoceleste non è rimasto che prendere nota degli assenti e degli incerottati. I rebus principali sono stati sciolti nella rifinitura di ieri pomeriggio. Ciani, Novaretti e Dias sono stati confermati in difesa. Konko è stato provato a destra, ma ha un tendine infiammato, in preallarme ci sono Cavanda e Pereirinha. Onazi e Ledesma saranno i centrali, Lulic chiuderà la cerniera a quattro sulla mediana. In avanti si esibiranno Felipe Anderson e Keita, scorteranno Perea, un loro compare. «In campo voglio solo giocatori che stanno bene», ha sentenziato Edy. In panchina si terranno pronti Hernanes e Candreva, in caso di bisogno saranno sganciati in corsa. Non ci sono attaccanti di scorta e di ruolo tra i 22 convocati, bisognerà ovviare alla mancanza momentanea. Dagli schemi spunterà il cuore, servirà una notte magica per eliminare il Napoli e dar vita al triplo derby. Reja crede nell’undici che darà battaglia al San Paolo a prescindere dagli uomini che lo comporranno. La Lazio non è più un ibrido, il friulano le ha ridato un senso al di là degli schieramenti, delle formule tattiche.
Klose fuori, toccherà al ventenne Perea metter paura al Napoli. Quando parte in tromba sa rendersi pericoloso, è veloce, attacca a tutto spiano, ha trovato confidenza col gol, ha imparato a segnare con continuità, ha sempre risposto presente, non ha mai deluso. Calma, coraggio e sangue freddo, ce ne vorranno dosi da cavallo stasera. Perea s’è presentato a petto in fuori, non prova paura, vivrà un esame difficile, forse il più difficile da quando è sbarcato in Italia. L’operazione “semifinale” dipende anche dalla sua mira, dalle accelerazioni di Felipe Anderson e Keita, possono mettere in difficoltà la difesa di Benitez. Reja arriverà imbattuto a Napoli (cinque partite giocate da quando è balzato in sella, tre vittorie e due pareggi) e imbattuto proverà a restare. Ha già fatto i primi miracoli, non può moltiplicare pani e pesci. La Coppa Italia è della Lazio, la difenderà con i denti nonostante assenze ed emergenze. Forza, grinta, ritmo e fantasia, questo ha chiesto il furlan ai suoi uomini, chi conosce una ricetta migliore alzi la mano. Tutti ai remi, invoca Edy: ne va anche dell’onore e del triplo derby.
Daniele Rindone
Corriere dello Sport
