Incompreso, si sente così. Il calcio per dimenticare una settimana da incubo, fatta di lacrime e smentite. Il calcio per tornare in campo e non pensare ad altro, ripartendo dalla Primavera, la casa che l’ha accolto e protetto senza fargli domande. Joseph Minala si sente incompreso, scenderà in campo per farsi giudicare solo calcisticamente, per dimostrare il suo talento senza dover mostrare la carta d’identità a mo’ di lasciapassare.
Minala è tornato in Primavera dopo la convocazione ricevuta nel derby (si accomodò in tribuna). E’ tornato agli ordini di Simone Inzaghi, l’ha convocato ieri in vista del match di Catania, forse non è un caso. La Primavera, considerando l’età dichiarata e certificata dai documenti (anni 17), è la sua dimensione, la sua squadra, il suo mondo. La promozione nel gruppo principale era stata dettata dai meriti conquistati in campo, non certo per limiti d’età. Minala resta nel giro dei big, potrebbe fermarsi in Sicilia oggi pomeriggio, dipenderà dalle scelte di Reja (se occorrerà un centrocampista lo richiamerà). Voci, rumors, notizie vere o presunte tali hanno scosso l’intera settimana. L’età di Minala, non s’è parlato d’altro. La Lazio e Lotito si sono battuti per difendere il centrocampista camerunese, hanno respinto ogni accusa. Lotito non ha mai smesso di credere nel ragazzo: «Minala è stato già provato dalla vita, conoscete la sua storia: è arrivato in Italia, gli è stato assegnato un tutore. Al di là di tutti gli altri aspetti va rispettato come uomo innanzitutto. L’ho rincuorato, è inesistente tutto quello che è stato detto su di lui. Ci si dimentica degli sforzi di chi, partendo da una situazione disagiata, ha fatto di tutto per alzare la testa. Dicono che sembra uno di quarant’anni? Ma come si fa? Quante persone, al contrario, hanno un volto da bambino e invece hanno anni in più. Ma soprattutto, mi dite come potrebbe mai un quarantenne reggere i ritmi di una partita Primavera?» .
Minala chiede normalità, nulla di più. Minala sogna di vivere il suo sogno proiettandolo nel futuro, non al contrario. Il suo manager, Diego Tavano, è stato vicino al camerunese in questi giorni: «Tutto questo trambusto probabilmente è nato perché lui è forte, di grande prospettiva. In questo momento ce l’ha la Lazio, probabilmente questo dispiace ad altre squadre. Il ragazzo ha avuto un primo momento di difficoltà, non capiva perché si stessero strumentalizzando certe voci. Adesso è più sereno, le persone che gli vogliono bene gli hanno consigliato ciò che è più giusto fare per il suo percorso, fare il calciatore e nient’altro» . Minala ha un tutore essendo minorenne, i suoi rappresentanti hanno promesso battaglia: «Queste voci lasciano il tempo che trovano, sono sicuro che questa bolla di sapone resterà tale. Il ragazzo ha un tutore, lo segue ufficialmente qui in Italia in quanto minorenne. Vie legali? Sì, se le cose dovessero andare oltre…» , ha aggiunto l’agente Tavano. L’età di Minala, è sempre lo stesso il punto. Il suo agente ha chiesto rispetto e ha svelato un retroscena. Il Camerun è pronto a chiamare Joseph: «Chi lo vede giocare rimane sorpreso, ha forza fisica, tranquillità. Molti ne hanno notato le doti, a breve entrerà anche nel giro della nazionale del Camerun. Reja e tutta la squadra lo stanno trattando da membro effettivo della prima squadra, Joseph è felice. E’ un centrocampista di gamba, dinamico e intelligente, ma non lo accosterei a un playmaker. Verratti? No, direi più Pogba, per caratteristiche è più simile al francese» .
Daniele Rindone
Corriere dello Sport
